Centrodestra. Salvini e Meloni hanno capito in ritardo che dalla loro sfida non emergerà un vincitore ma due sconfitti. Su di loro è in atto una manovra di accerchiamento e i segnali sono tanti (uno è la partecipazione di Giorgetti, vicesegretario della Lega, alle iniziative di una lista civica a sostegno di Damilano a Torino). Salvini prepara il colpo ad effetto per spezzare l’assedio (Verderami sul Cds);
Centrodestra 2. Le faglie sono troppo evidenti: la Lega è sovranista ma allo stesso tempo appoggia un governo europeista, Meloni vuole una destra dura e pura e FI è schiacciata su Draghi. E per il Quirinale i due non appoggeranno mai qualcuno che li consideri appestati. Il Bing bang non è ancora successo perché la legge elettorale li costringe a stare insieme (Bei su Rep);
Scenario. Il bipolarismo auspicato da Letta è fra un coalizione progressista di cui il Pd è il perno e una destra nazionalista e orbaniana. Chi ipotizza altro «racconta storielle». Se alle amministrative sarà un trionfo per il Pd a Renzi e a Calenda non saranno più concesse scorribande: scegliessero dove stare e poi pedalare (Cesaretti sul Gn);
Vendetta calda. Primo atto della vendetta di Salvini: dalle pagine social riconducibili a lui sono spariti tutti i post di Zaia, Giorgetti e dei parlamentari a loro vicini. Risalto solo ai fedelissimi fa cui Nicola Molteni, Massimo Bitonci e Susanna Ceccardi e la new entry Laura Ravetto (Salvini e Vergine sul Ft);
Uniti si vince. L’ex ministro Martino: «Berlusconi non ha coltivato una classe dirigente politica in grado di coltivare la sua politica. Prendete Tajani…» (int. su La St);
Salerno. Il candidato di De Luca rischia di non vincere al primo turno. La voglia di far abbassare la cresta alla famiglia De Luca è tanta… (Pappalardo sul Matt).
