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Tutte le sfide delle Amministrative 21, voto anche per la Regione Calabria e suppletive a Roma

Circa 1.200 Comuni al voto, riflettori politici puntati soprattutto su Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli

Circa 1.200 Comuni al voto per la scelta dei nuovi sindaci, e una regione, la Calabria, per il nuovo governatore e il nuovo Consiglio. 3 e 4 ottobre appuntamento elettorale significativo in diverse città, con i riflettori politici puntati soprattutto su Roma, Milano, Torino, Bologna e Napoli. I seggi saranno aperti dalle 7 alle 23 di domenica 3 ottobre e dalle 7 alle 15 di lunedì 4 ottobre. Possono votare tutti gli iscritti alle liste elettorali del proprio Comune di residenza che abbiano compiuto i 18 anni di età entro il 3 ottobre. Per esprimere il proprio voto è necessario il documento di riconoscimento e la tessera elettorale, su cui è indicato l’indirizzo e il numero del proprio seggio. Nei Comuni al di sotto dei 15mila abitanti non è previsto il ballottaggio e vince il candidato sindaco che ottiene la maggioranza relativa dei voti. Ecco, nelle principali città, quali sono le sfide.

Ventidue candidati hanno depositato le firme a sostegno della loro corsa in Campidoglio, sostenuti in totale da 39 liste. E’ un record. Oltre 1.800 persone in lizza per l’Assemblea Capitolina. Ma la vera sfida è quella a quattro, in corso da oltre due mesime tra la sindaca uscente Virginia Raggi e i rivali Carlo Calenda, Roberto Gualtieri ed Enrico Michetti. Solo i 4 candidati principali totalizzano 20 liste: la Raggi ne ha 6, Michetti altrettante, Gualtieri 7 e Calenda una sola. In lizza per diventare sindaco, tra gli altri: Andrea Bernaudo per i Liberisti Italiani (in passato consigliere regionale del Lazio), la presidente del Municipio VII Monica Lozzi, ex M5s, con Revoluzione Civica, Fabrizio Marrazzo con il Partito Gay, Rosario Trefiletti dell’Italia dei Valori, la ginecologa Elisabetta Canitano per Potere al Popolo. E ancora: il cartello di sinistra Roma ti Riguarda con l’urbanista Paolo Berdini, già assessore con la giunta Raggi, la pasionaria Atac Micaela Quintavalle per il Partito Comunista, la senatrice ex M5s Margherita Corrado (nonostante la contrarieta’ espressa dal gruppo de l’Alternativa C’è), Fabiola Cenciotti per il popolo della Famiglia, Gilberto Trombetta per Riconquistare l’Italia, Luca Teodori per gli anti vaccinisti del Movimento 3V. Nell’elenco figurano anche Giuseppe Cirillo, registrato anche come Dr Seduction, con il Partito delle Buone Maniere, si tratta di un sessuologo napoletano già in passato in corsa alle regionali in Umbria. E poi Cristina Cirillo, Francesco Grisolia, Gian Luca Gismondi, Paolo Oronzo Mogli, Rodolfo Concordia e Sergio Iacomeni.

MILANO Sono 28 le liste depositate e 13 i candidati alla poltrona di primo cittadino. Le novità sono rappresentate da due candidati inattesi: Teodosio De Bonis e Natale Azzaretto. Il primo scende in campo con il movimento 3V, dichiaratamente contro il vaccino, e va a ‘gareggiare’ sulle stesse posizioni no vax, espresse dall’outsider Gianluigi Paragone che in realtà si defini’ più un ‘free vax’. L’ex Cinque stelle fondatore di Italexit è appoggiato da due liste (la sua civica Milano Paragone sindaco e Grande Nord). A farsi avanti anche Natale Azzaretto, che con il Partito comunista dei lavoratori si era già candidato anche nel 2016.

Nella sfida al sindaco uscente Beppe Sala, che tenta il bis, appoggiato dal centrosinistra e otto formazioni (Pd, Riformisti, la civica Beppe Sala, Milano Unita, Radicali, Milano in Salute, Europa Verde e Volt), il principale competitor è il medico voluto dal centrodestra, Luca Bernardo, appoggiato da sei formazioni, tutta la coalizione (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Milano Popolare) più il partito Liberale europeo e la sua lista civica Luca Bernardo. Al nome del pediatra si è arrivati non senza suspense, dopo il ‘no’ definitivo del corteggiatissimo ex sindaco Gabriele Albertini. Per la prima volta dal 1993 il leader del Carroccio Matteo Salvini, non partecipa alle Comunali: capolista della Lega a Milano sarà Annarosa Racca, ricercatrice e presidente di Federfarma Lombardia. Per il Movimento Cinque Stelle, dopo il naufragato tentativo di dialogo con Sala, si presenta la manager Layla Pavone. Corrono per Palazzo Marino anche Michele Muggiani con la lista Partito comunista italiano, Alessandro Pascale del Partito comunista, Gabriele Mariani che si presenta con le liste Milano in Comune e la Civica AmbientaLista, Bianca Tedone per Potere al Popolo, e Giorgio Goggi, architetto, professore d’Urbanistica al Politecnico ed ex assessore ai Trasporti nella giunta Albertini, candidato sindaco appoggiato dai Socialisti e dai Liberali. Mauro Festa, si candida per ‘Milano del Partito Gay per i diritti LGBT+ Solidale, Ambientalista, Liberale’. Infine, la lista civica ‘Milano inizia qui’ guidata da Bryant Biavaschi. Fino a ieri sera erano riuscite a concludere le operazioni di consegna dei documenti 15 liste e stamattina altre 8 si sono aggiunte. All’ultima tornata elettorale, nel 2016 i numeri furono decisamente piu’ bassi: ci furono 9 candidati a sindaco e 17 liste.

TORINO Sfida a 13 nel capoluogo piemontese. Trenta le liste che sostengono gli aspiranti primi cittadini. Sulla scheda con cui i prossimi 3 e 4 ottobre i torinesi sceglieranno anche il nuovo Consiglio comunale, al primo posto ci sarà il candidato sindaco del Partito Comunista Lavoratori, Massimo Chiesi. A chiudere la scheda, il candidato del centrodestra, Paolo Damilano, preceduto dal candidato di centrosinistra, Stefano Lo Russo. Al secondo posto sulla scheda c’è Greta Giusi Di Cristina, sostenuta da Partito Comunista e Torino Citta’ Futura, a seguire Paolo Alonge di Verita’ 3V.

Al quarto posto il candidato sindaco Roberto Salerno per Movimento Ambientalista Torino, mentre al quinto posto si triva la candidata del Movimento 5 Stelle, Valentina Sganga. Seguono Lorenzo Varaldo esponente di Divieto di licenziare, Ivano Verra sostenuto da Italexit e Noi Cittadini, Emilio Mazza per la lista Torino Capitale d’Europa- Basta Isee, Davide Betti Balducci con Partito Gay e Partito Animalista Italiano. In posizione numero dieci, il candidato sindaco Ugo Mattei con Futura Torino seguito da Angelo D’Orsi con Potere al Popolo, Partito Comunista Italiano e Sinistra in Comune. A chiudere la scheda ci sono Lo Russo sostenuto da Pd, Moderati, Sinistra Ecologista, Articolo 1, Lista Civica per Lo Russo e Torino Domani e Paolo Damilano sostenuto dalle liste Torino Bellissima, Lega, Forza Italia, Popolo della Famiglia, Fratelli d’Italia, Si’ Tav Si’ Lavoro e Progresso Torino.

BOLOGNA Sotto le due torri, ci sono otto pretendenti alla carica di sindaco in vista delle elezioni amministrative del 3 e 4 ottobre: per il dopo Virginio Merola, primo cittadino Pd che termina due mandati, si sfideranno Fabio Battistini, candidato per il centrodestra da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Bologna ci piace e Popolo della famiglia; Matteo Lepore, assessore uscente e sostenuto da una ampia coalizione di centrosinistra composta da Pd, M5s, Coalizione civica, Europa verde, Volt-socialisti, Matteo Lepore sindaco e Anche tu Conti; Stefano Sermenghi appoggiato da Bfc e Italexit; Dora Palumbo per Sinistra Unita; Marta Collot per Potere al Popolo; Andrea Tosatto per il movimento 3V; Federico Bacchiocchi del Partito Comunista dei lavoratori e infine Luca Labanti del Movimento 24 agosto. Tra i candidati minori c’è poi una proposta atipica sui parcheggi: per Stefano Sermenghi, candidato di Bologna Forum Civico, è invece ora di eliminare in città tutte le “strisce blu a pagamento” optando per sosta libera con disco orario.

 NAPOLI Sono sette i nomi in campo per il dopo de Magistris. A sostenerli ci sono oltre mille candidati al Consiglio, suddivisi in 32 liste. Si contenderanno la preferenza dei circa 750mila elettori, su una popolazione complessiva di quasi un milione di persone. Il centrosinistra, il M5s e pezzi del mondo centrista e moderato si schierano con Gaetano Manfredi. Con il Patto per Napoli, l’ex ministro del Conte bis replica nel capoluogo campano l’alleanza siglata a livello nazionale tra Pd e pentastellati. A completare l’ampia e variegata coalizione (13 liste) ci sono, tra gli altri, Leu, Europa Verde e Iv, che confluisce nella lista ‘Azzurri per Napoli’, all’interno della quale figurano anche alcuni ex esponenti del centrodestra. Diversi i transfughi che hanno lasciato de Magistris per accasarsi con l’ex rettore della Federico II. Sul fronte opposto, dopo la ‘tagliola’ della giustizia amministrativa, a Catello Maresca restano otto liste: alle cinque civiche si aggiungono FdI, FI e Coraggio, mentre non ci sarà la Lega, dopo l’esclusione di ‘Prima Napoli’, insieme con le due civiche di diretta ispirazione del magistrato in aspettativa, nonchè del ‘Movimento a quattro zampe – Partito animalista’. Ci riprova Antonio Bassolino, alla guida di cinque liste, quattro civiche e Azione, il partito fondato da Carlo Calenda. Il vicesindaco di Luigi de Magistris, Alessandra Clemente, corre senza l’appoggio del movimento demA, ma potrà contare sul sostegno di Potere al popolo e di due civiche di sua diretta ispirazione. Una parte della base del M5s, in segno di rottura con la leadership di Conte e con la decisione di andare con il Pd, lancia un proprio candidato, il consigliere comunale uscente Matteo Brambilla, che guiderà la lista ‘Napoli in Movimento – No alleanze’. Completano il quadro il biologo Giovanni Moscarella con il ‘Movimento 3V’, vicino alle posizioni no vax e no Green pass, e Rossella Solombrino, che prova a portare in Consiglio comunale il ‘Movimento 24 agosto per l’equita’ territoriale’ di Pino Aprile.

ELEZIONI REGIONALI IN CALABRIA Sono quattro i candidati alla carica di presidente della Regione Calabria, dove si torna alle urne in seguito alla scomparsa della prima donna governatrice, Jole Santelli. Si tratta del capogruppo di Forza Italia alla Camera, Roberto Occhiuto, per il centrodestra; la ricercatrice Amalia Bruni per il centrosinistra; il sindaco di Napoli Luigi de Magistris per un polo civico e l’ex governatore Mario Oliverio da indipendente. A sostegno di Occhiuto ci sono sette liste: Forza Italia, Forza Azzurri, Fratelli d’Italia, Lega, Udc, Coraggio e Noi con l’Italia. Bruni avrà l’appoggio di sette liste: Pd, Amalia Bruni presidente Calabria Sicura, Movimento 5 Stelle, Tesoro Calabria, Psi, Europa Verde, Dpam-Democrazia popolare animalista. Sei le liste che compongono la coalizione di de Magitris: De Magistris presidente, DemA, Uniti con de Magistris, Per la Calabria con de Magistris, Un’altra Calabria è possibile e Calabria resistente e solidale. Oliverio, infine, è in campo con una lista: Oliverio presidente Identità calabrese.

SUPPLETIVE Al collegio della Camera di Primavalle, periferia di Roma, sono tre i candidati principali: Pasquale Calzetta, per il centrodestra, Andrea Casu, per il centrosinistra, e l’outsider Luca Palamara, al suo “esordio” in politica dopo il “terremoto” che lo ha coinvolto.

LA CURIOSITA’ Assemblee in stile ‘svizzero’, spazi per turisti in tenda, internet per attrarre lo smart working. Per conquistare le elezioni della ‘rivoluzione’, quelle dell’anno zero a Morterone (Lecco), che avrà un sindaco dopo decenni senza il cognome Invernizzi, basta un solo voto ma ci vuole qualcosa di speciale. E allora nel Comune più piccolo d’Italia, 26 abitanti al seggio, si sfidano due candidati forestieri.  Andrea Grassi, 32 anni, imprenditore di Villa d’Adda, proposto dal Partito Gay Lgbt+, e Dario Pesenti, 58 anni, avvocato di Lecco per la lista ‘Morterone Insieme’. “Il primo passo è riaprire la casa comunale – spiega all’AGI il piu’ giovane – è assurdo che i cittadini che hanno problemi debbano andare a venti chilometri dal paese, a Ballabio”. E fin qui concorda anche Pesenti: “Ridiamo centralità al Comune” dice, pensando alla suspence di quando ha depositato in ritardo la sua candidatura, poi ammessa dalla Commissione elettorale, perche’ prima era andato a Ballabio pensando che era lì che dovesse essere presentata. Fluviali le intenzioni di Grassi. Popolare il paese di visitatori, parola d’ordine. “Bisogna creare più punti ristoro a beneficio di ciclisti, camminatori e motociclisti che vengono anche d’inverno. Recuperare le case rurali, la maggior parte sono distrutte, cercando finanziamenti dagli enti locali e dall’Europa. Installare le colonnine per ricaricare le bici elettriche per far fermare i turisti qualche ora da noi. Promuovere il turismo in tenda, ovviamente con delle regole. Favorire altre strutture ricettive, oltre all’unica gia’ presente. E visibilità sui social”. Poi dare al paese un respiro più comunitario: “Penso alle assemblee per rendere i cittadini partecipi dei piani triennali ma anche per le esigenze più quotidiane, aperte pure a chi qui ha la casa”. Pesenti punta forte sulla “digitalizzazione che ora è molto lacunosa” anche per “favorire chi voglia fare smart working in un ambiente rilassato, allontanandosi dalla citta’”. Frena sulle nuove attivita’: “Qualcuno invoca un negozio di alimentari, visto che non c’è, ma ha senso con poco più di venti abitanti? Non sarebbe nemmeno redditizio per chi lo dovesse aprire. E così neppure la Posta o una banca non avrebbero senso. Meglio considerare il trasporto di cibo e altro ordinati online da supermercati non lontani. Ormai con un clic si può fare tutto”. Lo slogan della lista è “innovazione nella tradizione”, “non perdere il rapporto con la natura – chiarisce Pesenti – ma migliorare i servizi”. Anche lui immagina una partecipazione popolare: “Non essendoci nessun nativo nelle due liste bisogna creare un contatto continuo coi residenti, un po’ come succede in alcuni paesini svizzeri”. Grassi, origini pugliesi, ha promesso che si trasferirà sotto al Resegone, se dovesse essere eletto, Pesanti no: “Abito vicino, a Lecco, ma prometto che sarei comunque molto presente”.

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