Saranno le quattro mozioni del centrosinistra per lo scioglimento delle organizzazioni neofasciste in base alla legge Scelba a tenere banco mercoledì nell’Aula del Senato. Oltre al Pd, che a palazzo Madama ha depositato un testo firmato da tutto il gruppo, ci sono le mozioni di M5s, Leu e Italia Viva. Sullo sfondo il forte appello del segretario della Cgil, Maurizio Landini, che dal palco dei sindacati ha chiesto al governo di procedere “immediatamente allo scioglimento di tutte le organizzazioni neofasciste e neonazista”.
In Senato ci sarà anche il testo del Centrodestra con la richiesta di prendere posizione contro ogni violenza e totalitarismo. Le mozioni del centrosinistra dovrebbero essere sostanzialmente simili. Il Pd, nel testo depositato, si è appreso, impegna il Governo: “a dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista e alla conseguente normativa vigente adottando i provvedimenti di sua competenza per procedere allo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione neofascista artefici di condotte punibili ai sensi delle leggi attuative della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana”.
Chiare le premesse: il 9 ottobre scorso, in occasione di una manifestazione contro l’obbligo del green pass per i lavoratori nel centro di Roma, per l’intero pomeriggio e fino a tarda sera, “soggetti appartenenti a Forza Nuova e ad altre organizzazioni di estrema destra hanno tentato di assaltare le istituzioni dando luogo a duri scontri con la polizia, a numerosi episodi di violenza e di vandalismo culminati con il grave danneggiamento della sede della Cgil dove alcuni manifestanti hanno fatto irruzione al piano terra devastando diverse stanze”.
La “gravità delle azioni violente poste in essere da un partito politico come Forza Nuova e da altre organizzazioni di estrema destra è aumentata dall’evidente matrice fascista di tali azioni, troppo spesso derubricate a gesti di pochi e isolati individui violenti, con la volontà di minimizzare in modo colpevole, ambiguo e irresponsabile l’ispirazione di queste organizzazioni politiche all’eredità del ventennio fascista e l’uso della forza e della violenza come “metodo” di azione politica in radicale contrapposizione con l’identità antifascista della Costituzione repubblicana”, si legge ancora nel testo che cita la Carta e la legge che, in tre casi, ha portato allo lo scioglimento di movimenti politici.
