La Corea del Nord ha probabilmente testato un missile balistico a corto raggio da sottomarino, che costituirebbe un salto di qualità per gli arsenali del regime di Kim Jong-un. Il test è avvenuto alle 10.17 di questa mattina, ora locale, dalla base navale di Sinpo, sul versante orientale della Corea del Nord, secondo i rilevamenti del Comando militare congiunto sudcoreano.
“Le autorità di intelligence di Corea del Sud e Stati Uniti stanno conducendo attualmente un’analisi accurata per ulteriori informazioni”, hanno reso noto i militari di Seul. Secondo una fonte citata dall’agenzia Yonhap, il missile avrebbe percorso una distanza di circa 590 chilometri, raggiungendo un’altezza massima di sessanta chilometri, prima di finire nel Mar del Giappone: sono tuttora in corso studi da Tokyo per determinare se il missile sia finito nelle acque della zona economica esclusiva. Ancora non e’ chiaro se il missile sia stato lanciato da una piattaforma o da un sottomarino, come è propensa a ritenere l’intelligence di Seul: in questo secondo caso, la mossa di Pyongyang potrebbe inasprire la corsa agli armamenti nella penisola coreana, a sole poche settimane dal primo lancio di un missile da un sottomarino da parte della Corea del Sud, che aveva infiammato le tensioni con Pyongyang.
Il lancio di un missile da sottomarinoè particolarmente significativo perchè permetterebbe al regime di dispiegare le proprie armi anche molto al di fuori della penisola coreana e darebbe alla Corea del Nord la capacità di contrattaccare, rendendo più difficile l’identificazione dei propri missili. Il test di oggi avviene mentre a Seul si inaugura la International Aerospace and Defense Exhibition, la maggiore esposizione mai tenuta sulla Difesa dalla Corea del Sud. Dall’expo militare sono attesi nuovi caccia e nuovi missili a disposizione della Corea del Sud, che si prepara anche al primo lancio di un razzo realizzato con tecnologia interamente domestica. Oltrechè sulla natura del test di oggi permangono dubbi anche sul numero effettivo di lanci effettuati da parte della Corea del Nord. Per il Giappone sono stati effettuati due test e il primo ministro, Fumio Kishida, ha definito “deprecabili” i recenti lanci, che comprendono anche missili cruise a lungo raggio e quello che Pyongyang definisce un nuovo missile ipersonico.
“Profondo rammarico” è stato espresso dal Consiglio di sicurezza nazionale sudcoreano, convocato subito dopo il test, mentre gli Stati Uniti hanno condannato il gesto e chiedono alla Repubblica Democratica Popolare di Corea, il nome ufficiale della Corea del Nord, di “trattenersi da ogni ulteriore azione destabilizzante”, si legge in una nota emessa dal Comando Usa per l’Indo-Pacifico. L’ultima mossa di Pyongyang giunge mentre Stati Uniti, Corea del Sud e Giappone tentano di riportare Pyongyang al tavolo dei negoziati: per oggi è previsto a Washington l’incontro tra i rappresentanti per la questione nordcoreana dei tre Paesi, che puntano a trovare una strategia comune per coinvolgere il regime di Kim in nuovi colloqui per la denuclearizzazione e per una possibile dichiarazione formale di fine della guerra di Corea – conclusasi nel 1953 solo con un armistizio – caldeggiata dal presidente sud-coreano Moon Jae-in, giunto agli ultimi mesi del suo mandato.
