I Cobas e il sindacalismo di base scenderanno in piazza domani in tante città per il ‘No Draghi day’ contro i provvedimenti economici e sociali del governo.
Manifestazioni regionali e provinciali si svolgeranno a Roma (P. della Repubblica ore 15), Firenze (P. Stazione ore 15), Napoli (P. del Gesù ore 14.30), Milano (Palazzo della Regione ore 16), Cagliari (Palazzo delle Regione ore 16), Bologna (P. Unità ore 11), Torino (P. Solferino ore 15), Palermo (P. Massimo ore 17), Genova (P. Caricamento ore 15.30), Pescara (P. S. Cuore ore 16), Ancona (P. Pertini ore 11), Terni (P. Ridolfi ore 16), Messina (Prefettura ore 10.30), Cosenza (P. Kennedy ore 17), Reggio Calabria (P. Camagna ore 17); Bari (Piazzale INPS ore 10), Trieste (Largo Barriera ore 10.30), Pisa (P. XX Settembre ore 16), Grosseto (P. San Francesco ore 16), Catania (P. Cavour ore 16.30), Padova (Piazzale della Stazione ore 15), Pisticci (Matera).
Nella manovra – afferma Piero Bernocchi, portavoce nazionale Cobas – c’è “un nuovo e pesante attacco alle condizioni di vita dei settori sociali più deboli del paese, assieme ad un ulteriore stanziamento di risorse verso le grandi imprese e la rendita. Mentre gli aumenti dei prezzi delle materie prime e dell’energia provocano pesanti rincari delle bollette e dei beni di prima necessità, la Legge di Bilancio non riduce gli effetti del carovita sui bassi salari e le pensioni minime o per chi vive con il Reddito di cittadinanza, anzi. E’ previsto un rialzo dell’età pensionabile, mentre sul Reddito di Cittadinanza si restringe la platea degli aventi diritto, per forzarli ad accettare lavori anche a grande distanza dalla residenza. Sul fisco si preannuncia l’abolizione dell’IRAP, cioè dell’unica tassa ineludibile per le imprese, mentre le riduzioni per i lavoratori verranno indirizzate solo verso i redditi medio-alti (tra i 28 e i 55 mila euro)”. Secondo i Cobas, la manovra economica “non punta alla riduzione delle fortissime disuguaglianze sociali e mancano significativi investimenti pubblici sui servizi, a cominciare dalla scuola, dalla sanità e dai trasporti urbani”.
