Sono stati eletti i nuovi Presidenti di Provincia
A lungo si è dibattuto sull’utilità di questo Ente a metà tra Comune e Regione per molti considerato un vero “carrozzone” per altri comunque un consesso che rappresenta con più forza territori e cittadini.
Ad Ancona ha vinto Daniele Carnevali, ad Alessandria Enrico Bussalino, ad Ascoli Piceno Sergio Loggi, ad Avellino Rizieri Buonopane, a Belluno Roberto Padrin, a Bergamo Pasquale Giovanni Gandolfi, a Biella Emanuele Ramella Pralungo, a Caserta Giorgio Magliocca, a Crotone Sergio Ferrari, a Fermo Michele Ortenzi, a Ferrara Gianni Michele Padovani, a Forlì- Cesena Enzo Lattuca, a Grosseto Francesco Limatola, ad Imperia Claudio Scajola, a Latina Gerardo Stefanelli, a L’Aquila Angelo Caruso, a Lecco Alessandra Hofmann, a Macerata Sandro Parcaroli, a Mantova Carlo Bottani, a Massa Carrara Gianni Lorenzetti, a Parma Andrea Massari, a Pavia Giovanni Palli, a Perugia Stefania Proietti, a Pescara Ottavio De Martinis, a Ravenna Michele de Pascale, a Rovigo Enrico Ferrarese, a Terni Laura Pernazza, a Treviso Stefano Marcon, a Verbano Cusio Ossola Alessandro Lana ed Alessandro Romoli a Viterbo.
Per il presidente dell’Upi, l’unione province d’Italia, Michele de Pascale, “la partecipazione degli elettori, Sindaci e Consiglieri comunali, a questa tornata di voto per le Province è stata da record”. Abbiamo superato – dice – la media dell’80% con molti picchi oltre il 90% e nessuna Provincia sotto il 65%. Per la prima volta dal 2015 abbiamo visto file ai seggi fin dall’apertura. E’ il segno che queste istituzioni oggi sono considerate strategiche da Sindaci e Consiglieri Comunali: un ente vivo, capace di dare risposte ai territori e un riferimento per i Comuni, grandi e piccoli. Siamo molto contenti poi – aggiunge de Pascale – di potere constatare finalmente una buona presenza di elette nei consigli provinciali e tre nuove Presidenti donne, che coinvolgeremo da subito negli organismi dell’Unione delle Province d’Italia. E’ evidente – conclude il presidente dell’Upi – che questo voto non deve passare inosservato da Governo e Parlamento: l’impegno di chi, a titolo gratuito come i consiglieri provinciali, si mette a disposizione delle proprie comunità merita una risposta immediata rispetto alla questioni critiche ancora aperte. Occorre dare certezza e stabilità sulle funzioni e le risorse e garantire il personale necessario, per valorizzare una istituzione come la Provincia che ha compiti strategici sia per le comunità che per lo sviluppo locale”, ha concluso.
A Teramo si è votato solo per il rinnovo del Consiglio provinciale con nessuna donna eletta in Consiglio, eppure le norme imporrebbero una quota di presenza femminile. Ed ora?
