Una manovra da 30 miliardi di euro, che prevede un indebitamento programmatico rispetto al Pil pari 5,6% per il 2022, al 3.9% rispetto al 2023 e 3,3% nel 2024, entrate previste per 2,2 miliardi nel 2022 e 0.5 miliardi nel 2023, spese in aumento di 47,8 miliardi nel 2022, di 53 miliardi nel 2023 e 38,1 miliardi nel 2024″. E’ quella che il Senato ha approvato nella notte, al termine di una maratona estenuante prima in Commissione e poi in aula, dove il maxiemendamento sul quale il governo ha posto la fiducia è arrivato in tarda serata dopo diversi slittamenti. Confermate tutte le misure principali previste, a partire dal taglio per 8 miliardi di euro dell’Irpef sui lavoratori dipendenti, autonomi, partite Iva e pensionati, per un taglio del cuneo fiscale destinato a favorire in particolare i ceti medi: le aliquote diventano solo quattro, al 23% per redditi fino al 15mila euro, al 25% tra 15mila e 28mila, al 35% tra 28mila e 50mila, al 43% oltre i 50mila. Nella terza fascia il taglio arriverà fino a un massimo di mille euro annuo risparmiati in busta paga. Inoltre stop all’Irap per quasi un milione di professionisti. Prorogato il Superbonus 100%, esteso alle villette monofamiliari, per le quali salta il tetto Isee. Previsto anche un bonus del 75% per abbattere le barriere architettoniche, per l’applicazione di ascensori o montacarichi, e interventi di automazione degli impianti degli edifici.
Sale il tetto di spesa detraibile del bonus mobili, che passa da 5 a 10mila euro, e viene rifinanziato il bonus televisori per una spesa di 68 milioni. Operai edili e ceramisti potranno andare in pensione tramite Ape sociale con 32 anni di contributi e 63 di età. Per il caro bollette si interviene con altri 1,8 miliardi di euro, oltre ai 2 miliardi inizialmente previsti, per un totale di 3,8: sarà inoltre possibile rateizzare in dieci tranches il pagamento delle bollette. Confermato e rifinanziato, infine, il reddito di cittadinanza. Molte critiche sono arrivate, più che nel merito, sul metodo della manovra: il più duro nelle dichiarazioni di voto finali è stato il leader di Italia Viva Matteo Renzi, uno dei sostenitori principali della maggioranza Draghi: “Noi la fiducia la votiamo – ha detto Renzi – ma non è accettabile che il Parlamento sia costantemente ignorato. Le leggi di bilancio -non si fanno così. Questo guidato da Draghi è uno dei migliori governi ma questa è una delle peggiori leggi di bilancio della storia della Repubblica”.
Ora la legge di bilancio è attesa alla Camera per il 28 dicembre.
