Per tutti i gusti. Ci sono dieci buoni motivi (politici, politicistici e nobili) per mandare Draghi al Quirinale. A scelta: se l’obiettivo dei parlamentari è la stabilità della legislatura, votare contro la candidatura di Draghi al Quirinale sarebbe un atto di sfiducia anche al Draghi Presidente del Consiglio e quindi si andrebbe tutti a casa… (Cerasa sul Fg);
Draghi o troika. Crosetto sempre meno sfumato: «Draghi ha rassicurato i parlamentari che con lui al Quirinale non si va al voto. In tal caso individuerebbe un premier che non faccia ombra a nessun partito». Sentenza definitiva: «Draghi è l’alternativa buona alla troika» (int. su La Ver);
Draghi o voto. Pasquino: «Se Draghi non andrà al Quirinale, sarà impossibile rimettere a posto i cocci. Se mandano Casini al Quirinale si va al voto» (int. sul Ft);
Dai nemici… Urbani: «Con Berlusconi al Colle ci sarebbe un problema di governance complessiva del sistema: nei momenti difficili i partiti non gli darebbero la delega per guidare il Paese». Non solo: «A Salvini e Meloni non conviene politicamente un ritorno in auge di Berlusconi» (int. su Rep);
Il Cavaliere nero. Meglio che Salvini e Meloni non giochino troppo con Berlusconi: l’ex Cavaliere è pronto a virare su Draghi, a salutare gli alleati e ad appoggiare una maggioranza Ursula anche per il governo (Conti sul Msg);
Infiltrati. I renziani rimasti nel Pd pronti a sabotare Letta al segnale convenuto e ad appoggiare lai candidatura “centrista” (leggi Casini, ndr) a cui sta lavorando Renzi (Cesaretti sul Gn);
Se il buongiorno. Toti: «I rapporti con Renzi? Siamo ancora all’anno zero. Coraggio Italia è alleata del centrodestra» (int. su Lib).
