Intelligenti pauca. Se Draghi venisse umiliato in Parlamento sarebbe un “avviso di sfratto” pure da Palazzo Chigi. Fingere che sarà possibile prolungare gli equilibri sarebbe, come minimo, un autoinganno. Morale: la stabilità sarebbe maggiormente garantita con un passaggio di Draghi al Colle (Franco sul Cds);
Piani di Renzi. Con il centrodestra incartato su Berlusconi e con Conte e Letta osteggiati dai loro partiti, Renzi può fare veramente il kingmaker e candidare Draghi al Colle. Siccome niente è gratis, in cambio chiederebbe una legge elettorale proporzionale (Marra sul Ft);
Win win. Renzi e Salvini hanno trovato la quadra che sta bene a tutti: Draghi al Quirinale, Salvini torna all’opposizione (giocando alla pari con Giorgia Meloni), maggioranza Ursula al governo (azzerando le critiche di chi grida al “commissariamento della politica”) e peones che possono dormire tranquilli per un altro anno. Ma Renzi deve muoversi prima che il nome di Draghi sia lanciato da Letta e Meloni (Valentini sul Fg);
Il nome rosa. La donna che Conte vuole lanciare al Colle è Silvana Sciarra, giudice della Corte Costituzionale. Un nome che gli serve per uscire dall’angolo e anche per sparigliare le contromosse di Di Maio, che vuole chiudere su Draghi (Canettieri sul Fg);
Memento. Se Meloni e Salvini pensano di tenere Draghi a Palazzo Chigi, di eleggere una personalità di non eccelsa caratura al Colle e poi di vincere le elezioni, non hanno capito niente. Con la pessima fama che godono a livello internazionale, solo la copertura offerta da una Presidente forte, europeista e tecnicamente agguerrito come Draghi li può garantire. Senza parlare del quadro economico e della pandemia. Stanno giocando col fuoco ma non lo capiscono (Cicchitto sul Rif);
Spina nel fianco. Anche Conte, come Letta, ha la sua spina nel fianco. Spadafora (ancora con il dente avvelenato per l’esclusione dal governo): «Con Conte stiamo precipitando sotto il 10%. Le sue scelte hanno disorientato il nostro elettorato e sul Quirinale non si capisce quale organo di partito debba decidere» (int. sul Cds);
L’altra spina. Marcucci si rassegna all’ipotesi Draghi: «Visto che non decido io, se Draghi va al Colle bisogna fare accordo complessivo e autorevole per Palazzo Chigi, al fine di garantire il termine della legislatura» (int. sul Gn). Nessuna domanda sull’ipotesi Berlusconi…
Retrobottega operativo. Lavitola vuole apparire il deus ex machina della partita: «I miei uomini in Parlamento dicono che il centrodestra voterà compatto Berlusconi ma lui, con la vittoria in tasca, sorprenderà tutti e appoggerà Draghi a cui chiederà di nominare Giuliano Amato Presidente del Consiglio». «Le fonti? Nel retrobottega del mio ristorante si riuniscono persone che sanno leggere e scrivere» (int. sul Rif).
