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Linee guida DPCM: Pari opportunità e inclusione nei contratti pubblici

Nella Gazzetta Ufficiale del 30 dicembre scorso è stato pubblicato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, recante “Adozione delle linee guida volte a favorire le pari opportunità di genere e generazionali, nonchè l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità nei contratti pubblici finanziati con le risorse del PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza) e del PNC (Piano nazionale per gli investimenti complementari)”.

Le linee guida – previste dall’art. 47 del d.l. 77/21, che in attuazione del PNRR, contiene disposizioni volte a favorire le pari opportunità di genere e generazionali, nonché l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità in relazione alle procedure afferenti alla stipulazione di contratti pubblici finanziari, in tutto o in parte, con le risorse previste dal PNRR e dal PNC – definiscono gli orientamenti in ordine alle modalità e ai criteri applicativi, con indicazione delle misure premiali e modelli di clausole da inserire nei bandi di gara differenziati per settore, tipologia e natura del contratto o del progetto.

Alle stazioni appaltanti viene richiesto di redigere e produrre una serie di documenti quali il rapporto sulla situazione del personale (che costituisce nuova causa di esclusione dalle gare), la relazione di genere sulla situazione del personale maschile e femminile e la dichiarazione di regolarità sul diritto al lavoro delle persone con disabilità (che gli operatori economici, che occupano un numero pari o superiore a 15 dipendenti e non superiore a 50, devono consegnare alla stazione appaltante entro 6 mesi dalla conclusione del contratto).

Viene previsto che costituiscano requisiti necessari dell’offerta l’aver assolto, al momento della presentazione dell’offerta, agli obblighi in materia di lavoro delle persone con disabilità e l’aver assicurato, in caso di aggiudicazione del contratto, una quota pari almeno al 30%, delle assunzioni, necessarie per l’esecuzione del contratto o per la realizzazione di attività ad esso connesse o strumentali, sia all’occupazione giovanile sia all’occupazione femminile.

Le linee guida forniscono criteri applicativi alle stazioni appaltanti e agli operatori economici in ordine alla definizione della metodologia da utilizzare per definire la quota del 30% delle assunzioni da destinare a occupazione giovanile e femminile, le possibili deroghe a tale requisito e l’indicazione esemplificativa di alcune clausole di premialità che possono essere utilizzate nella predisposizione della documentazione di gara.



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