Soldatino, King e D’Artagnan. Mastella: «Draghi al 30%, Berlusconi al 25, poi se la giocano Amato e Casini. Non vedo una donna» (Falci sul Cds);
Caos totale. Partiti divisi, truppe allo sbando, leader senza né bussola né timone. La candidatura di Draghi, però, resta quella che ha più forza perchè arruola, fra gli altri, Brunetta, Giorgetti, Letta, Di Maio e Bettini. Salvini ha bisogno dei suoi tempi per capire che conviene pure a lui (Cesaretti sul Gn);
Strada segnata. Tutti i leader oramai convinti che l’incastro che accontenterebbe tutti è Draghi al Quirinale controbilanciato da un premier espressione dei partiti. Il nome naturale è Brunetta per più motivi: la pratica si chiuderebbe in fretta, è il ministro più anziano, Berlusconi non farebbe fuoco e fiamme e ha ottimi rapporti coi grillini (Ajello sul Msg). Draghi al Quirinale ma il nome del premier sarà Letta (Belpietro su Lib);
Dopo di me
Quirinal Party. Morando: «Occorre una scelta condivisa: se la larghissima maggioranza che sostiene il governo organizzasse una rissa all’ultimo voto, il governo cadrebbe e buonanotte ai suonatori» (int. sul Rif). Renzi: «Se vogliono mandare Draghi al Quirinale, serve la politica» (int. sul Cds). Ha capito che non farà il king maker e quindi, se vogliono che stia buono e calmo, dovrà essere adeguatamente compensato con il nuovo governo (ndr);
La malattia è il Pd, non Renzi. “Malattia” è il Pd come tale, non Renzi. Renzi è stato solo il sintomo peggiore di un male che rimanda alle origini stesse del partito (Vander sul Man);
Unità addio. Forza Italia fa ancora una volta sponda col Pd nel governo e dalla Lega minacciano: «Con ieri Berlusconi si è giocato il Quirinale» (Conti sul Msg);
Pochi ma buoni. Ci sono quattro/cinque grandi elettori (quelli che spettano ai rappresentanti delle opposizioni) ancora da scegliere nelle regioni. Dove governa il centrodestra i giochi sono fatti ma dove governa il Pd all’opposizione ci sono sia il centrodestra che i grillini. Letta e Conte al lavoro per far votare i grillini. Come prevedibile, l’unico ad opporsi è Bonaccini in Emilia Romagna (Pappalardo sul Matt).
