Rebus. Lontana l’ipotesi di un accordo per il Colle che replichi l’alleanza di governo. Letta boccia i nomi proposti da Salvini e Salvini quelli proposti da Letta. Il gioco di bruciare i candidati della controparte porterà dritti a Draghi (Gentili sul Msg);
Disinformatzia. Encomiabile lo sforzo delle amazzoni renziane sparse nei vari giornali di far passare la candidatura di Casini come una proposta del centrosinistra e far sembrare Renzi uno di passaggio (ndr);
Capolavoro. Alessandro Campi: «Casini è il candidato di Renzi da sempre. Se fosse eletto al Quirinale, Renzi farebbe un capolavoro: con poche forze ha prima portato Conte a Chigi, poi lo ha defenestrato, poi si è intestato la scelta di Draghi e infine piazza uno dei suoi al Quirinale». Su Mattarella: «È l’unico che può tenere un Draghi ‘offeso’ a Palazzo Chigi» (Campi sul Matt);
Pochi eufemismi. Boccia: «Il centrodestra è un cartello elettorale ed è, come sempre, spaccato. È un parlamento di minoranze che, per di più, non è allineato ai pesi attuali dei partiti e anche al “sentiment” della società. Morale: niente forzature». Bye bye Casini: «Ha il profilo adeguato ma servono candidature in grado di unire le minoranze…» (int. su La St);
Identikit. Fassino: «C’è bisogno di un Presidente di alto profilo, autorevole, in cui gli italiani possano riconoscersi e che sia riconosciuto internazionalmente (int. su Rep). Chissà a chi corrisponde…
Sibilla Cumana. Formica: «È come una rappresentazione teatrale in cui gli attori stanno in scena senza sapere dove andare e il finale è aperto alle conclusioni degli spettatori. La prova è che tutti i partiti hanno atteso Berlusconi per due mesi» (int. su Rep);
Accordo di sistema. Osvaldo Napoli: «Draghi non andrà al Colle finché non si trova l’accordo sul suo sostituto a Palazzo Chigi» (Rapisarda su Libero);
Furbata. La Russa: «Tajani e compagnia ci hanno teso una trappola: hanno voluto far credere che anche Fratelli d’Italia fosse d’accordo sul niet a Draghi e sul prosieguo della legislatura». Sul centrodestra: «Più che diviso, direi fin troppo allargato visto che alle riunioni online c’è sempre qualcuno di troppo» (int. su La Ver);
Niente è gratis. Toti: «I nostri voti in cambio della riforma della legge elettorale» (int. sul Cds).
di Giuseppe Licinio
