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Quirinale: Partiti riuniti, si stringe verso il Mattarella bis

Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in videoconferenza, alla sessione di apertura della 42° edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli. (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Si va verso la settima fumata nera. Ma i riflettori sono gia’ puntati sul voto per il Quirinale che si terra’ nel pomeriggio, l’ottava votazione. Secondo i numerosissimi rumors in Transatlantico, infatti, potrebbe essere quella giusta. Gruppi, grandi elettori e, soprattutto, i leader, sono in fermento. Riunioni, vertici, concliaboli e capannelli: l’aria che si respira nel palazzo e’ quella delle ‘grandi’ vigilie. E il nome che rimbalza di bocca in bocca, sia dvanti ai taccuini che nel piu’ stretto anonimato, e’ quello di Sergio Mattarella. I piu’ accaniti sostenitori del bis non nascondono il sollievo quando le agenzie battono le dichiarazioni di Matteo Salvini: “Una parte del Parlamento non vuole trovare un accordo, allora chiediamo a Mattarella di restare, l’importante e’ che Mattarella non sia percepito come un ripiego”, dice il leader leghista. E’ il via libera leghista che il ‘corpaccione’ di una parte dei centristi aspettava da tempo. Ma non sono gli unici: nel Pd sin dai primi giorni di votazione l’opzione Mattarella bis e’ stata tra le piu’ caldeggiate. E ieri, fonti del Nazareno, a sesto scrutinio a vuoto concluso, invitavano a non ignorare la spinta che veniva dal Parlamento. Idem per i 5 stelle. Che il fronte pro Mattarella sia ampio e aumenti con il passare delle ore lo dimostrano i numeri: 336 voti ieri, scritti nero su bianco nelle schede che, almeno ufficialmente, avrebbero dovuto essere bianche. A settimo scrutinio ancora in corso, il tam tam indica in almeno (se non oltre) 400 i voti che otterra’ Mattarella. Un prodromo alla rielezione, su cui in molti alla Camera sono pronti a scommettere: entro le 20 di oggi la fumata bianca. “Stasera si chiude”, confida Renzi ai suoi parlamentari. Dunque, salvo nuove sorprese e virate a cui queste frenetiche giornate hanno ormai abituato, la votazione del pomeriggio, l’ottavo scrutinio (che partira’ alle 16,30, dopo la sanificazione dell’Aula), potrebbe essere quella decisiva.
Se ieri sera, dopo lo stop alla possibile candidatura di Elisabetta Belloni (che si infrange contro i no di Matteo Renzi, Pd, una parte corposa dei 5 stelle, Leu e Forza Italia) la situazione sembrava essere tornata nel caos piu’ completo, in mattinata e’ il grande ‘corpaccione’ centrista a muoversi: totiani, i centristi di Lupi, gli azzurri, i renziani… si vedono, si riuniscono, delineano la strategia. E risalgono le chance di Casini. I rumors dell’avvio mattinata indicano che i centristi – assieme a una parte dem, che pero’ non conferma – avrebbero deciso di ‘contarsi’ in Aula: ufficialmente e’ scheda bianca, ma l’indicazione sarebbe quella di ‘dividere’ i voti tra il nome di Casini e quello di Mattarella. Lo stesso Salvini non chiude: “Non abbiamo messo veti nei confronti di nessuno”, dice alla domanda su Casini. Anche se gli stessi centristi che stanno lavorando all’ipotesi Casini ammettono: “E’ molto improbabile che la Lega lo voti…”. E cosi’, via via che scorre la mattinata, il nome di Casini sembra venir messo da parte, mentre salgono le quotazioni del bis. “Salvini propone di andare tutti a pregare Mattarella di fare un altro mandato da Presidente della Repubblica. Non voglio crederci”, e’ il commento lapidario di Giorgia Meloni. Anche i centristi – che fino all’ultimo provano a tenere il punto sull’ex presidente della Camera – sembrano accettare l’opzione bis: “Nell’ipotesi in cui i partiti non riuscissero a trovare una soluzione unitaria condivido il pensiero di coloro che, in queste ore, stanno ipotizzando di chiedere al Presidente Mattarella un ulteriore sacrificio”, dice il co-leader di Coraggio Italia Brugnaro. Dopo un iniziale rinvio, i leader della maggioranza che sostine il governo Draghi si siedono tutti attorno al tavolo. Vertice invocato giorni fa da Letta ma che le condizioni di stallo e veti reciproci avevano finora impedito. Intanto Draghi ha avuto un colloquio poprio con il presidente della Repubblica, al Quirinale, al termine della cerimonia di giuramento di Filippo Patroni Griffi a giudice della Consulta. Il premier ha anche avuto una lunga telefonata con Salvini. Sul Quirinale si prevede una svolta in giornata? “Direi di si'”, replica Giancarlo Giorgetti ai cronisti. E anche dentro Forza Italia si percepisce fermento: l’ala governista non digerisce l’indicazione di scheda bianca e si prepara a sostenere Mattarella se dovesse essere il nome su cui converge la maggioranza.

 

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