Punto e a capo. Invece di riflettere sul pessimo spettacolo offerto, i partiti meditano già la rivincita usando il governo come terreno di battaglia. Salvini parla di «tagliando», Conte evoca l’«agenda», Letta indica i «temi prioritari». Lega, 5s e Forza Italia devono coprire le macerie rimaste a terra (Verderami sul Cds);
L’apparenza inganna. A ben guardare i partiti sono usciti meno malconci di quanto è apparso in presa diretta. La partita si è chiusa senza vincitori né vinti e ora i leader avranno le spalle coperte in Europa da Mattarella e Draghi. Adesso possono dedicarsi alle elezioni in relativa tranquillità (Mieli vede un film completamente opposto a quello di Verderami);
Una statua. Salvini ha : 1) indebolito la Lega (divisa tra draghiani delusi e anti mattarelliani inferociti); 2) diviso il centrodestra (spappolando Forza Italia e mettendosi contro Meloni); 3) rafforzato il Pd che, con il 12%, ha dettato ancora le danze; 4) fatto cantare vittoria pure a Renzi; 5) compattato persino i grillini. Nonostante tutto ciò, però, il sì al Mattarella bis fa della Lega una forza matura (Cerasa sul Fg);
Centristi per Draghi. Indebolite le coalizioni, vaste praterie si aprono per un rassemblement di centro. Essendo un’area popolata di egolatri, il problema si risolve indicando Draghi premier. Per quanto riguarda la legge elettorale, non è affatto detto che il proporzionale porti più seggi del Rosatellum… (Polito sul Cds);
Centristi per Casini. È Casini il leader naturale di quest’area centrista poiché incarna i valori moderati e istituzionali e ha pure una «proiezione internazionale». Il dream team prevede inoltre: Renzi alla guida delle tattiche e delle strategie, Toti ariete per i voti al nord, Mastella e Carfagna al sud, Quagliariello all’elaborazione politica e Romani player parlamentare (Ajello sul Msg). Auguri.
In sintesi. Lorenzo Cesa: «I leader dei quattro principali partiti, con la candidatura di Elisabetta Belloni, volevano apparecchiarsi le urne per andare al voto, ognuno per le proprie ragioni» (int. sul Matt);
Se il buongiorno. Conte recluta Di Battista in chiave anti-Di Maio e il ministro mette in allarme il gruppo parlamentare avvertendolo che Conte punta dritto alle elezioni (così da uno stipendio pure a Di Battista). Conte: «Di Maio vuole un chiarimento? Ci sarà senz’altro» (Buzzi sul Cds).
di Giuseppe Licinio
