Giustizia. Verini: «Dobbiamo aiutare la magistratura a ritrovare credibilità, non a punirla. Se qualcuno pensa a regolare i conti con i giudici non ha capito l’urgenza del Paese» (int. sul Cds). A Francesco Sisto fischiano le orecchie: «La riforma non ha alcun intento punitivo e non ha un “canovaccio Palamara” da seguire» (int. sul Cds);
Bonus psicologo. Calenda: «L’unico campo possibile è la maggioranza Ursula. Bisogna scomporre i poli ed emarginare le forze antisistema». Pertanto «basta con i partiti centristi intesi come ago della bilancia, esperti in tatticismi parlamentari». Ma il sufflé si sgonfia con l’ultima domanda. «Anche alle comunali chiudete al Pd?» «Tutt’altro. Nei territori saremo spesso alleati col Pd e in alcuni casi con il centrodestra» (int. su Rep);
Vade retro. D’Alimonte: «Il proporzionale con una soglia bassa porterebbe l’ingovernabilità e il potere sproporzionato dei piccoli partiti o addirittura dei singoli parlamentari» (int. su Lib);
Draghi o simile. L’evocazione continua di Draghi o di un simil Draghi da parte dei partiti prefigura il mondo ideale per politici di scarse ambizioni: quello in cui per nessuno è possibile vincere. L’unica cosa che conta è eliminare il rischio di una sconfitta. “Nessun vincitore nessun perdente” e campi cent’anni (Mieli sul Cds);
Amministrative. A Genova Italia Viva saluta Ariel Dello Strologo (candidato Pd-Leu-M5s) e corre per conto suo. A Palermo primarie giallorosse (Chinnici per il Pd e Trizzino per i 5S) mentre Faraone ha già iniziato la campagna elettorale per conto suo. A L’Aquila il Pd è spaccato tra l’appoggio a Americo Di Benedetto e Stefania Pezzopane mentre a Catanzaro va ancora peggio: il Pd ha tre candidati (Casadio su Rep).
di Giuseppe Licinio
