C’eravamo tanto amati. In Liguria duello western fra Toti e la Lega. Il governatore si è staccato dal filone sovranista e il leghista Rixi, ras di Salvini in Ligura, lo ha definito un “traditore”: «O fa il leader nazionale o il governatore. Non vorrei facesse la fine di Maroni, Formigoni e Zingaretti» (Imarisio sul Cds);
“Complesso dei padri”. Con la famiglia Renzi è stato ribaltato l’ordine costituito della psicoanalisi: se finora si è analizzato il “complesso dei figli” ora si sta esplorando un campo nuovo: il “complesso dei padri”, cioè la loro incapacità di mettersi da parte nonostante l’avanzare dell’età (Romagnoli su La St e Ceccarelli su Rep in simbiosi);
Vincere facile. I peggiori nemici dei renziani sono quelli che li conoscono meglio: i renziani (Travaglio si gusta la vendetta);
Se c’ero dormivo. Renzi si scaglia contro le leggi scritte dal governo Conte (sopratutto sul superbonus) e offre un assist gratis a Calenda: «Renzi faceva parte di quel governo. “Io non c’ero o se c’ero dormivo” non fa bene alla credibilità della politica». Sono così simili (politicamente e caratterialmente) che Calenda costruisce il suo profilo sulla negazione dell’altro (Mosca su Dom);
Mala tempora per Belloni. «Solidarietà all’ambasciatrice se vittima inconsapevole di uno dei tanti soprusi di una politica cinica e dispettosa». Se. (Montesquieu, nom de plume di Mauro Zampini ex altissimo dirigente di Stato, su La St);
Trivelle divisive. La Stampa, per non sbagliare, pubblica due interviste (pro e contro) sulle trivelle. Il geologo Mario Tozzi: «È una grande contraddizione: se si ritorna alle fonti fossili la transizione non c’è». Davide Trabelli, presidente Nomisma: «Un delitto rinunciare ai nostri giacimenti: il metano serve ancora».
di Giuseppe Licinio
