Vittoria di Pirro. È probabile che Putin riesca a installare un governo militare a Kiev ma accelererà l’ingresso di Svezia e Finlandia nella Nato. Ci saranno ripercussioni sull’economia europea molto più pesanti rispetto a quella americana ma le sanzioni finanziarie alla Russia saranno devastanti e impediranno a Mosca di finanziare il proprio debito con rischio default (Dassù sul Cds);
Europa lenta nell’apprendimento. La guerra in Crimea del 2015 avrebbe dovuto insegnarci che era meglio liberarsi il prima possibile dal giogo russo per quanto riguarda le forniture energetiche. Adesso qualsiasi sanzione applicata alla Russia creerebbe un danno uguale pure all’Italia (Balduzzi sul Msg);
Caso Open. Pietro Grasso: «Niente a che vedere col diritto. La destra ha voluto dare un ulteriore colpo alla magistratura in vista dei referendum e a sinistra si è badati più alle relazioni che al merito» (int. sul Ft). Calogero Mannino: «Il Pd ha finalmente scelto lo Stato di diritto» (int. sul Dub). Grasso e Mannino: cicli e ricicli…
Mes. L’Italia ratificherà il trattato di riforma del Fondo salva Stati. Draghi non ha nessuna intenzione di perdere la faccia in Europa e quindi la compagnia cantante si rassegni. Sono con Draghi tutti i ministri, il Pd e Forza Italia. A Giorgia Meloni non pare vero di poter mettere ancora più in difficoltà Salvini (Macioce sul Gn);
Mandati no limits. Il 10 e 11 marzo i 5s mettono al voto il nuovo statuto (compatibile con il decreto 149 del 2013 che disciplina l’accesso al finanziamento del due per mille) ma sul limite dei due mandati non c’è nessuna traccia. Qualcuno ha avvisato Beppe Grillo? (Buzzi sul Cds);
Vox clamans. Marcucci «guida l’ala garantista» contro la linea astensionista di Letta sui referendum (in realtà è solo lui). Letta è stato abile nel «lanciare» ai garantisti del suo partito «il contentino» del voto sul caso Open (Cesaretti e Marcucci ai matti perché Letta tiene in pugno il partito e pure la ventina di parlamentari fedelissimi di Marcucci sono saliti sulla barca del Segretario);
Salario minimo. Brutte notizie per Confindustria: ieri in Germania è stato introdotto il rialzo del salario minimo da 9,82 a 12 euro l’ora. Il tema del salario minimo oramai è ineludibile e in Commissione Lavoro al Senato il disegno di legge gode di un ampio sostegno (Lib);
di Giuseppe Licinio
