1400 miliardi di buoni motivi. L’interscambio commerciale fra Cina e Occidente (Usa e Europa) vale 1400 miliardi, dieci volte di più di quello con la Russia. Un ottimo argomento per non fornire armi a Putin (Santevecchi sul Cds);
I 3 Petrocelli. Oltre al senatore filoputiniano Petrocelli, sono tre gli onorevoli grillini nel mood “equidistante”: Enrica Segneri, Valentina Corneli e Gabriele Lorenzoni. Quest’ultimo, sul bombardamento all’ospedale a Mariupol, ha dichiarato che è fondamentale «sentire l’altra campana» (De Cicco sul Msg).
Scemo più scemo. Casarini: «Caro Letta andiamo a Kiev a fare la no Fly zone con i nostri corpi» (int. sul Man). Travaglio: «Il circoletto onanista-atlantista ora se la prende con Povia, un intellettuale equidistante fra Russia e Ucraina» (Travaglio scivola verso il ridicolo);
Intrattenimento di guerra. Non è l’Arena ma un circo: emozioni, belve acrobati, pagliacci, fenomeni baraccone. Un modello di casting che riflette, in modo corale, il proverbio “Dio li fa e poi li accoppia”. Giletti nemmeno si chiede se è il caso di diffondere scemenze su una guerra sempre più terribile (Ceccarelli su Rep);
Non fa una grinza. L’ex Capo di Stato Maggiore Camporini: «Chi siamo noi per dire agli ucraini che devono arrendersi? Sono stati aggrediti e quindi è giusto che decidano loro. Se decidono di resistere, noi del mondo libero abbiamo il dovere di dargli una mano» (int. sul Tempo);
Fuoco amico. Bocciata, in Commissione Affari costituzionali alla Camera, la riforma dello Stato in senso semipresidenzialista (proposta di legge a prima firma Meloni). Peccato che la colpa sia di due assenze nel centrodestra. Giorgia Meloni: «Ancora una volta qualcuno ha scelto giochi di palazzo…» (Di Caro sul Cds);
di Giuseppe Licinio
