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”In Italia troppi putiani”, Letta su Zelensky e quei vuoti in aula

“Un intervento ben calato nella realtà, preciso nella denuncia, molto equilibrato nelle richieste e forte nel sottolineare la sintonia tra i due Paesi e i due popoli. Mi avessero chiesto qualche giorno fa quale discorso dovesse fare Zelensky alle Camere, avrei detto: questo”. Così, in un’intervista a ‘Repubblica’, Enrico Letta commenta l’intervento di Volodymyr Zelensky al Parlamento italiano, riunito in seduta congiunta.

“Zelensky ha tenuto il giusto tono istituzionale. Qualche che sia il giudizio su di lui, lo si trovi o no simpatico, oggettivamente rappresenta la conferma che le leadership possono fare la storia”, aggiunge il segretario del Pd. “Se tre settimane fa avesse accettato l’offerta polacca di spostare il governo transitorio oltre il confine tra i due Paesi, nessuno avrebbe potuto biasimarlo. Ma Zelensky ha deciso di mettere a rischio sua la vita e ha scomposto i piani di Putin, che aveva scommesso su una resistenza ucraina di pochi giorni. Ha reso ancora più grottesca la logica guerrafondaia e sovietica del Cremlino. Oggi il Parlamento ha dato un tributo a una personalità che ha cambiato il corso della storia”.

“In un sondaggio di qualche anno fa emerse che gli italiani consideravano Russia e Cina più amiche dell’Italia rispetto a Francia e Germania. Per fortuna mi pare che il sentimento sia cambiato, ma esiste nel nostro Paese un sostrato di antiamericanismo, antieuropeismo e filputinismo che ha un consenso trasversale”, sostiene. Nella sinistra radicale c’e’ chi accusa anche lei di essere un guerrafondaio. “Non c’e’ nessun bellicismo né mio né del Pd, la nostra preoccupazione e’ aiutare profughi e arrivare alla pace. Siamo pacifisti ma certo non saremo mai come i caschi blu di Srebrenica, gente che si gira dall’altra parte mentre c’è un massacro – risponde -. Sappiamo assumerci le nostre responsabilità quando necessario, come ha dimostrato la piazza di Firenze, citata da Zelensky”.

Zelensky ha parlato in assenza di circa 300 parlamentari italiani, alcuni dichiaratamente filo Putin. “Mi ha colpito molto il numero delle assenze – replica -. Al di là della posizione sconcertante di chi non condanna l’aggressione russa, dobbiamo interrogarci sul fatto che un terzo dei parlamentari abbia ritenuto di non dover partecipare. Conferma che nel Paese esiste un’area non irrilevante che ritiene che la colpa della guerra non sia di Putin”. Quanto alle divisioni rispetto alla linea assunta dal M5s, commenta: “Non mi scandalizzo per quello che dice Conte. il punto non è la percentuale sulle spese nazionali, alla quale non mi impiccherei. Da anni gli Stati Uniti chiedono di riequilibrare le spese tra i partner, dato che ora una quota della difesa europea è a carico dei contribuenti americani. Anche io, come ha spiegato Delrio a Repubblica, dico che ha poco senso che ogni Paese spenda di più se non si introduce una vera Difesa europea. Quello è il nostro destino e razionalizzerebbe le spese. Per questo sono deluso dal primo passo, la creazione di una forza comune di sole 5000 unità, basata su accordi vecchi, totalmente superati”.

“Draghi si sta muovendo nella giusta direzione. Non ci sono solo bollette e benzina, l’inflazione cresce a tutto campo. C’e’ il prezzo del pane, l’agricoltura va aiutata con la stessa forza con la quale si e’ intervenuti sull’energia. Servono misure per evitare che le parti deboli della società vadano in sofferenza, che si tradurrebbe in rifiuto della solidarietà agli ucraini e in terreno fertile per la propaganda russa”.

“Una cosa comunque è chiara: Putin ora è come Assad o Kim Jong-un, si è autoescluso dal consesso internazionale, non è più presentabile e non tornerà mai a esserlo”, sostiene. “Ora bisogna fare l’Europa Politica per davvero. il vertice di questa settimana deve mettere la basi per un balzo. E serve una decisione indispensabile, il tetto al prezzo del gas a livello europeo, che per il suo valore strategico equivale al Next Generation Eu. Una scelta per calmare subito e in prospettiva i prezzi dell’elettricità ed evitare la bancarotta di famiglie e imprese. Senza tetto, metteremo solo cerotti”

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