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Nomine, malessere nei partiti che sostengono il governo

“Ma vi sembra possibile un generale alla presidenza di Fincantieri?”, dice un ‘big’ della Lega; “ma vi sembra possibile confermare Tomasi ad di Aspi?”, rilancia un ‘big’ del M5s. “Ecco il governo dei migliori”, taglia corto un altro esponente di peso del centrodestra. Le scelte sulle nomine creano ulteriore malessere nei partiti che sostengono il governo. “Ci auguriamo che chi raccoglierà il testimone” di Bono a Fincantieri “saprà ottenere gli stessi straordinari risultati”, si limita a dire Salvini. “La reputazione internazionale e le competenze del generale Graziano sono garanzia che, assieme al nuovo board, Fincantieri rimarrà in mani salde e istituzionali”, osserva invece il Pd con la capogruppo Serracchiani. Ma il mal di pancia sotto traccia viene manifestato in maniera trasversale.

“Il governo ormai fa tutto da solo”, afferma una fonte parlamentare. Il disagio è legato anche ai provvedimenti sul tavolo, a partire proprio dalla riforma del Csm. La seduta e’ stata rinviata a domani ma nella maggioranza ci sono perplessita’ anche sul metodo. “E’ possibile che un emendamento del governo arriva all’ultimo secondo?”, si chiede un esponente dell’ex fronte rosso-giallo, in riferimento al ripensamento sul sorteggio dei collegi per l’elezione del Csm. I nodi più caldi restano quelli legati al fisco e al ddl concorrenza. Sulla delega fiscale ancora non c’è l’accordo sulla riforma del catasto e il convincimento nella maggioranza è che difficilmente si riuscirà a rispettare il timing dell’approdo in Aula previsto per il 2 maggio. FI e Lega insistono sulla necessità di eliminare qualsiasi riferimento al valore di mercato, “stiamo cercando di fare una limatura, la frase giusta per non fare aumentare le tasse è non passare ad un sistema di catasto patrimoniale”, osserva il sottosegretario al Mef, Freni.

Ma in realtà restano le distanze. “Ci sono due punti che per noi non vanno bene: il sistema duale e la riforma del catasto”, ribadisce Tajani spiegando che l’argomento fisco e’ stato trattato nel vertice di ieri tra Berlusconi e Salvini. Anche sul ddl concorrenza non ci sono passi avanti. Dal tema dell’idroelettrico ai servizi degli enti locali, dalle concessioni balneari a quelle dei taxi non si riesce a trovare la quadra nella maggioranza. Anzi, al momento sulla questione delle concessioni balneari non c’e’ stato ancora un confronto tra l’esecutivo e i partiti. Con questi ultimi che spingono per un ulteriore passaggio a Montecitorio. Ma il governo ha già fatto capire che i tempi sono stretti. E che non possono essere lasciati spazi per ulteriori margini di discussione dopo la lettura del provvedimento che ci sarà a palazzo Madama. Da una parte c’è l’esecutivo che spinge per fare in fretta, in modo che vengano rispettate le scadenze del Pnrr, dall’altra le forze politiche che difendono le proprie battaglie. Il risultato al momento è uno stallo, con la prospettiva – osserva una fonte di maggioranza – di un pantano. Un ‘pantano’ che potrebbe servire alle forze politiche per condurre la campagna elettorale per le amministrative. La novita’ di oggi su questo fronte è la conferma che Italia viva sosterra’ il sindaco uscente a Genova, Bucci. Saranno proprio le prossime elezioni a determinare il quadro per le Politiche. Il centrodestra in molte realtà, dalla Sicilia a Verona, andrà in ordine sparso, con la spaccatura evidente a Palermo tra FI e Lega da una parte e Fratelli d’Italia dall’altra. Mentre il Pd attende di capire quale sara’ la tenuta del Movimento 5 stelle. Beppe Grillo, tra l’altro, dovrebbe essere a Roma gia’ da stasera fino a venerdi’ per alcuni incontri. Intanto le forze della maggioranza hanno raggiunto un’intesa sulle risoluzioni al Def. Viene evocato un nuovo scostamento di bilancio “al fine di prevedere interventi di sostegno, del tutto simili a quelli messi in campo durante l’emergenza pandemica, per le famiglie, i lavoratori e per quella parte del comparto produttivo particolarmente colpita dalle conseguenze della crisi in Ucraina, nonché ad avviare altresi’ con urgenza un confronto costruttivo per l’istituzione di un Fondo energetico europeo straordinario, quale strumento, a disposizione dell’Unione europea e dei suoi Stati membri, a supporto della lotta al caro energia, al fine di garantire una maggiore autonomia sul fronte energetico”.

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