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Un patto istituzionale per fermare il “flagello” delle morti sul lavoro

”Lavorare è un diritto costituzionale e non può essere un gioco d’azzardo letale con il quale si perde la vita”

Serve un ampio “patto istituzionale” per fermare il “flagello” delle morti sul lavoro, perchè lavorare è un diritto costituzionale e non può essere “un gioco d’azzardo letale” con il quale si perde la vita. Sergio Mattarella celebra la festa dei lavoratori dal Quirinale e traccia anche un bilancio chiaro-scuro delle prospettive economiche del Paese strigliando le forze politiche e sociali affinchè non dimentichino, tra pandemia e guerra, che con il Pnrr si deve costruire il futuro dell’Italia. Il presidente della Repubblica è durissimo nel condannare il triste bilancio delle morti sul lavoro e ricorda a tutti che proprio con la piena occupazione si possono sanare le “disuguaglianze” e regolare l’ascensore sociale del Paese. “Il primo articolo della Costituzione costituisce il fondamento su cui poggia l’architettura dei principi della nostra democrazia e della nostra civiltà.

Al tempo stesso è – sottolinea il capo dello Stato – un pungolo, un senso di marcia, una sfida costante alle istituzioni, ai corpi sociali, alle forze produttive. Il lavoro è misura di libertà, di dignità, rappresenta il contributo alla comunità. E’ motore di rimozione delle disuguaglianze”. Poco prima il ministro del lavoro Andrea Orlando si era concentrato proprio sulla necessità di procedere con le riforme, anche in campo salariale. Al di la’ dei salari, Mattarella si concentra sul disastro in cui ancora versa la sicurezza dei lavoratori italiani: ho già parlato, premette, della “inaccettabilità di dover associare la prospettiva del lavoro con la dimensione della morte. Vanno incentivate le esperienze e le buone pratiche che si propongono la stipula di protocolli tra imprese e sindacati con l’obiettivo “Zero morti”. Obiettivo ambizioso che il presidente butta in campo per stimolare coscienze assuefatte dalle notizie quotidiane di incidenti gravissimi. Per questo il presidente ricorda alle imprese che “il costo della ripresa non può essere pagato in termini di infortuni sul lavoro. Così come, nei momenti di difficoltà, occorre che le aziende rifuggano dalla tentazione di ridurre le spese per la sicurezza”. Questo primo maggio cade in un momento particolare, tra guerra e ripresa economica. E Mattarella lo ricorda a quanti, partiti compresi, sembrano aver dimenticato l’importanza del buon uso dei soldi del Recovery plan. Serve “una unità consapevole tra le forze sociali che deve consentire al “Cantiere Italia” di realizzare gli obiettivi del PNRR. Non e’ tempo di slogan. Non sono consentite pause nell’impegno: e’ indispensabile un dialogo consapevole e fruttuoso”.

Bisogna “fabbricare la nuova Italia e il domani non aspetta”, incalza Mattarella ricordando che e’ vero che si possa guardare con fiducia a questo 2022, visto che, “contro ogni scetticismo, un segno positivo per la nostra economia e” alla portata”. Ma resta da regolare il quadro economico che traballa e non si può rimanere “inerti”. “Sappiamo che sul terreno della condizione economica e sociale non mancano sfide come l’inflazione, indotta anzitutto dai rincari dell’energia e delle materie prime. Non possiamo permetterci di sbagliare: i due terzi della domanda dipendono in Italia dai consumi delle famiglie. A loro dobbiamo guardare”. Gli fanno eco i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Casellati:” le istituzioni e la politica devono fare la loro parte. Occorrono – spiega Fico – un impegno incessante , capacità di visione, per accrescere l’occupazione, aumentarne la qualità e tutelare i diritti dei lavoratori”. Per Casellati invece “ha un valore particolare ricordare quanto il lavoro sia per gli individui sinonimo di dignità, indipendenza, sicurezza”.

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