Germania. La Germania si assume la responsabilità di misure molto forti contro la Russia nonostante le accuse di “immobilismo”. Lo fa con un dibattito serio e approfondito e con un’opposizione che non ostacola il governo ma lo spinge a fare la cosa più giusta (Valentino sul Cds);
Salvini per Putin. La tesi di Salvini per cui gli ucraini sarebbero vittime allo stesso modo di chi li sta massacrando e di chi li sta aiutando a difendersi, è moralmente abietta. Mette sullo stesso piano aggressore e aggredito, civili e bambini uccisi dalle bombe russe e i soldati russi morti. Disarmare l’Ucraina è la via per la pace, la pace che piace a Putin (capone sul Fg);
Concetto reso. Giorgetti usa una perifrasi efficace per esprimere il concetto di coglione: «Salvini vuole andare a Mosca? Le relazioni diplomatiche in una situazione come questa richiedono grande prudenza e sopratutto devono essere coordinate con il governo, che la Lega sostiene» (tutti i giornali);
Pacifinti. Nella kermesse messa in scena da Michele Santoro c’erano un pò di artisti in disarmo spinti sia dal richiamo ideologico che dal bisogno di un pò di ribalta mediatica. Slogan della serata: nè con Putin nè con la Nato e manco con gli ucraini che, non si capisce perchè, non vogliono arrendersi (Ajello sul Msg);
Indipendenza dal gas russo. Cingolani lavora ad un piano per l’indipendenza dal gas russo imperniato su più assi: nuovi accordi su gas e Gnl con altri fornitori, sprint sulle rinnovabili elettriche, risparmio di un grado di temperatura sul riscaldamento e sviluppo di biogas e biocarburanti. Il ministro: «Indipendenza dal gas russo dal 2024». Nel decreto la nomina di commissari straordinari per accelerare la messa in pista dei nuovi rigassificatori galleggianti (Dominelli sul Sole);
Figli e figliastri. Il M5s paga 300mila euro gli spazi sul blog di Beppe Grillo ma casualità vuole che abbia debiti per altrettanti 300mila euro con professionisti (fornitori, analisti ed esperti) vicini al mondo grillino che fu. Fra questi il notaio Valerio Tacchini, ex certificatore di tutte le votazioni su Rousseau (e mai pagato in 15 anni) e l’avvocato Andrea Ciannavei, presso il cui ufficio è stato sottoscritto lo Statuto del M5s (Di Sanzo sul Gn).
di Giuseppe Licinio
