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Intergruppo parlamentare dei donatori di sangue, svolta la conferenza stampa alla Camera dei deputati

Un percorso iniziato 20 anni fa per garantire il supporto attivo delle istituzioni a un’esigenza primaria per il nostro sistema sanitario nazionale: la disponibilità di emocomponenti. Festeggiando questo anniversario, la sala stampa della Camera dei Deputati è stata il palcoscenico della conferenza dell’Intergruppo parlamentare dei donatori di sangue, un appuntamento ormai tradizionale che rientra nell’ambito degli eventi celebrativi del World Blood Donor Day.

Proprio per questo speciale compleanno, a differenza degli anni passati, l’autoemoteca messa a disposizione da Avis Roma stazionata per 3 giorni a ridosso di Palazzo Montecitorio: «Quando questa avventura è cominciata eravamo in 25 – ricorda Gianni Mancuso, coordinatore dell’Intergruppo e, a sua volta, ex parlamentare – e devo ringraziare l’allora presidente della Camera dei Deputati, Pier Ferdinando Casini, che ci autorizzò a partire. Siamo consapevoli della necessità di sangue che ogni giorno c’è in Italia e per questo abbiamo pensato che fosse giusto fare la nostra parte. Oltre 160 persone di diverse legislature si sono, per così dire, passate il testimone, compresi componenti del commissariato di polizia della Camera, dipendenti e giornalisti. Un impegno comune che, nel corso di questi anni, ha permesso di raccogliere 1128 unità di sangue».

L’autoemoteca davanti un’entrata laterale di Palazzo Montecitorio

Significativo è stato l’intervento dell’On. Antonio Palmieri, unico rappresentante ancora “in attività” dei 25 parlamentari che diedero vita all’Intergruppo: «Per me è stato importante aderire perché ho potuto riprendere a donare, cosa che già facevo a Milano, la mia città di origine. Sono tante le iniziative a cui abbiamo dato vita nel corso degli anni e, seppur per un fatto drammatico, significativa è stata la raccolta straordinaria organizzata nel 2009 dopo il terremoto che colpì L’Aquila. Con la donazione di sangue si dà un sostegno concreto a chi ha bisogno, perché le cose buone sanno durare nel tempo e rigenerarsi».

Promotrice dell’iniziativa è stata AVIS Nazionale, con il presidente Gianpietro Briola che, durante la conferenza, ha avuto modo di ricordare che «quella che celebriamo qui oggi è la festa di un sistema che, grazie ai donatori, si basa sulla gratuità e su un sistema pubblico che ne è garante. Gli emendamenti approvati al Disegno di legge Concorrenza vanno proprio nella direzione della tutela di questo tipo di organizzazione: il Parlamento, ascoltandoci, ha dimostrato sensibilità e riconoscenza verso la nostra attività».

Briola ha poi spiegato quelle che, ancora, sono le sfide da vincere e i traguardi da raggiungere: «L’autosufficienza di globuli rossi è garantita, nonostante alcuni territori siano in condizioni di difficoltà. Penso ad esempio all’area di Roma, alla Campania e alla Sardegna, dove risiede un alto numero di pazienti talassemici che necessitano di trasfusioni costanti. Il Covid ha rimarcato il problema della carenza di personale sanitario nelle strutture trasfusionali, speriamo che l’impiego degli specializzandi possa rivelarsi efficace in tal senso».

Un appello poi sul tema del plasma: «L’autosufficienza per i farmaci plasmaderivati rimane un obiettivo primario da centrare anche per essere indipendenti dal mercato estero. Sarebbe sufficiente una seduta di plasmaferesi in più ogni giorno e, nell’arco di due anni, riusciremmo a risolvere il problema. La presenza di AVIS sul territorio – ha concluso – ha contribuito negli anni a rafforzare il valore della solidarietà: con il vostro aiuto può consolidarsi ulteriormente».

Un saluto è stato ovviamente portato dall’ex presidente della Camera dei Deputati, oggi presidente della Commissione Affari Esteri del Senato, Pier Ferdinando Casini: «Donare significa versare una goccia nel mare, ma la solidarietà consiste proprio in questo, nel partire da ciò che ciascuno di noi può fare per gli altri. Sono onorato di essere un socio AVIS e che la Camera faccia la sua parte attraverso l’impegno dell’Intergruppo. Io per limiti di età non posso più donare, ma spero che le norme vengano adeguate affinché la buona salute dei donatori rimanga garanzia di idoneità per questo gesto a prescindere dall’età anagrafica». Poi una battuta sibillina alle ironie di certi rappresentanti della comunicazione verso le istituzioni: «Qualcuno dice che noi politici prendiamo il sangue dei cittadini, ecco noi rispondiamo donando il nostro per chi ne ha bisogno».

Raniero Ranieri, presidente di Avis Roma, ha invece sottolineato in che modo agisce l’associazione sul territorio e quali sono le necessità: «Cultura del dono, prevenzione e tutela della salute del donatore sono le nostre linee guida. Quello che chiediamo è rafforzare e modernizzare la comunicazione per promuovere in maniera più efficace ciò che facciamo: solo così riusciremo a coinvolgere e avvicinare i nuovi donatori, soprattutto i giovani. Il 10% dei donatori italiani è al di sotto dei 25 anni: questo dato deve farci riflettere».

A margine della conferenza c’è poi stato modo di consegnare i distintivi “Donatori sangue della Camera” a coloro che, dalla nascita dell’Intergruppo, hanno effettuato più donazioni: Alfonsina Corritore (polizia di Stato), Elisabetta Motroni (vice presidente dell’AICP, l’Associazione italiana collaboratori parlamentari), Paolo Buda (collaboratore della Camera dei Deputati) e Francesco Cannone (dipendente della Camera dei Deputati).

 

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