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Olocausto: Inflitto il carcere al nazista Josef Schuetz, anche se ha 101 anni

Josef Schuetz è stato condannato per avere favorito delle esecuzioni nelle camere a gas naziste, anche se ha 101 anni

A oltre settant’anni dalla fine della Seconda Guerra mondiale la giustizia tedesca ha inflitto cinque anni di carcere ad un ex guardiano di un campo di concentramento nazista, Josef Schuetz, la persona più anziana finora accusata di complicità in crimini di guerra durante l’Olocausto. La sentenza è stata emessa al termine di un processo in un tribunale del Brandeburgo in Germania.

L’uomo è accusato di aver partecipato all’uccisione di 3.518 prigionieri nel campo di Sachsenhausen a Oranienburg, a nord di Berlino, tra il 1942 e il 1945. Le accuse includono il favoreggiamento della “esecuzione per fucilazione di prigionieri di guerra sovietici nel 1942” e l’omicidio di prigionieri “usando il gas Zyklon B”.

Schuetz, che all’epoca dei fatti aveva 21 anni, si è dichiarato innocente, dicendo di non aver fatto “assolutamente nulla” e che non era a conoscenza dei raccapriccianti crimini commessi nel lager. “Non so perché sono qui”, ha detto al termine del processo. Ma i pubblici ministeri affermano che “consapevolmente e volontariamente” ha partecipato ai crimini come guardiano del campo. Il suo avvocato, Stefan Waterkamp, ha detto all’Afp che sarà presentato un ricorso, il che significa che la sentenza non sarà applicata prima del 2023.

Durante il processo, Schuetz aveva rilasciato diverse dichiarazioni incoerenti sul suo passato, lamentandosi del fatto che la sua testa si stava “confondendo”. Ad un certo punto, aveva detto di aver lavorato come bracciante agricolo in Germania per la maggior parte della Seconda Guerra mondiale, affermazione contraddetta da diversi documenti storici. Dopo la guerra, Schuetz venne trasferito in un campo di prigionia in Russia prima di tornare in Germania, dove lavorò come contadino e fabbro.

Più di 200 mila persone tra cui ebrei, rom, oppositori del regime e gay furono detenute nel campo di Sachsenhausen tra il 1936 e il 1945. Decine di migliaia di detenuti morirono per lavori forzati, omicidi, esperimenti medici, fame o malattie prima che il campo fosse liberato dai sovietici, secondo il Sachsenhausen Memorial and Museum. Fino ad ora la giustizia tedesca ha emesso diverse sentenze di colpevolezza nei confronti dei criminali nazisti sopravvissuti. Tra questi Oskar Groening, un contabile ad Auschwitz, e Reinhold Hanning, un’ex guardia delle SS ad Auschwitz. Entrambi sono stati condannati all’età di 94 anni per complicità nell’omicidio di massa, ma sono morti prima di poter essere imprigionati.

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