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Rassegna

“Dai giornali”, press review 10 agosto 2022

Pro memoria. Mancano solo 10 gg per la raccolta delle firme (in pieno ferragosto). Può firmare solo chi è iscritto nelle liste elettorali di quel collegio (o circoscrizione, nel caso di lista proporzionale) e lo può fare solo fisicamente e in quel territorio di residenza (niente firme dai luoghi di villeggiatura). Calenda sta stringendo con Renzi perché gli hanno spiegato che il Parlamento europeo non ha nessun potere di certificazione. Inoltre l’autorevole parere pro-veritate che sventola ovunque lo può usare come carta igienica (Bechis su Verità&Affari);

Accordo. Lo scambio fra Fratelli d’Italia e Lega prevede il presidenzialismo a Meloni e l’autonomia differenziata alla Lega dei governatori. È scritto al paragrafo 3 della bozza di programma comune della coalizione (Palombi sul Ft);

Effetti collaterali. Gerardo Bianco: «Un governo di destra metterebbe in difficoltà Mattarella. Potrà mai il Presidente, durante il suo mandato, firmare una riforma presidenzialista? L’ipotesi di un presidente eletto dal popolo farebbe perdere la funzione di garanzia alla figura del Quirinale. Sarebbe il segnale di una deriva autoritaria di tipo sudamericano» (int. sul Matt);

Stima reciproca. L’accordo con Renzi è quasi fatto ma Calenda ripete ai suoi: «Evitiamo di farci fregare». Renzi fa uscire una nota in cui si parla di “grande scetticismo” sull’intesa ma è solo un modo per alzare la posta sulle candidature. La leadership del nuovo partito potrebbe andare ad una donna, anzi a due: Carfagna&Bonetti (Meli sul Cds). Previsione: un minuto dopo la chiusura dei seggi Renzi e Calenda si prenderanno a pesci in faccia (ndr);

Il partito sono io. Giorgio La Malfa: «Ho letto che la direzione del Partito Repubblicano ha deciso di allearsi con Renzi. Io, invece, sono fermamente contrario e penso che l’unica collocazione possibile sia nel centrosinistra» (box sul Cds);

Veleno a litri. Miccicchè diffonde ad arte il contenuto di una presunta telefonata col Cavaliere: «Berlusconi mi ha detto che l’accordo Lombardia a Forza Italia, Sicilia alla Lega e Lazio a Fratelli d’Italia non esiste e che la Sicilia spetta a Forza Italia. Anche a costo di rompere con gli alleati». Naturalmente non ci crede nessuno. Tutti contro tutti: Miccicche non si aspettava la candidatura del segretario regionale leghista Nino Minardo, molto ricco e potente; La Russa getta veleno sulla Prestigiacomo: «È la Lega a non volerla per quel blitz sulla nave Sea Watch a difesa dei migranti»; pronta la replica: «Su quella nave c’era pure la moglie di un potente leghista». Siamo ancora all’inizio (Cavallaro sul Cds);

Per la logica rivolgersi altrove. La dialettica di Di Battista sopravvive inconsapevole alla sua claudicante logica perchè non risponde al principio di non contraddizione ma ai principi di comunicazione dei programmi di Maria De Filippi. Picchia duro su tutti compreso l’Elevato perché non lo volevano candidato e spende parole al miele per Conte, cioè l’unico che avrebbe potuto candidarlo in un attimo, senza render conto a nessuno (Cappellini su Rep).

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