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Imprese, aiuti e taglio del cuneo. Il Governo promette risorse

La riduzione dei costi dell’energia e il taglio del cuneo fiscale, per sostenere competitività e salari e per rilanciare i consumi. Le imprese portano a Palazzo Chigi le priorità da affrontare, chiedono sostegno e, intanto, apprezzano il metodo del confronto avviato dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per guardare anche oltre le emergenze e costruire un percorso di più lungo respiro. L’occasione è il nuovo giro di incontri, dopo il confronto di mercoledì scorso con Cgil, Cisl, Uil e Ugl, prima con gli altri sindacati e subito dopo con le 24 sigle del mondo delle imprese, da Confindustria al commercio e artigiani, dalle coop all’agricoltura, dalle banche alle assicurazioni, in vista della prossima manovra. Sul tavolo c’è anche il taglio del cuneo fiscale, un tema caro a tutte le imprese ma che è anche un obiettivo del governo. Il nodo è quello delle risorse, impegnate per la gran parte sull’energia.

La premier garantisce l’intenzione di reperirne altre ma evidenzia anche il quadro di difficoltà del momento: “Abbiamo liberato 30 miliardi e confido che si possano recuperare altre risorse, con scelte politiche come quella sul Superbonus del 110%, mettendole a disposizione delle famiglie con redditi medio-bassi”, afferma infatti Meloni al tavolo con i sindacati Confsal, Cisal, Usb, Confintesa. Il governo, rimarca, “si trova ad affrontare probabilmente la peggiore situazione italiana dal dopoguerra”. Difficile, dunque, arrivare già nella legge di Bilancio al taglio di 5 punti a favore di imprese e lavoratori, che ha un costo rilevante (16 miliardi nella proposta più volte lanciata dal presidente di Confindustria, Carlo Bonomi) ma che resta un obiettivo nella legislatura: si punta almeno a confermarlo nella misura di due punti, come previsto fino a fine anno. Fino al prossimo 31 dicembre è infatti in vigore la decontribuzione del 2% per i lavoratori dipendenti con redditi fino a 35mila euro. All’incontro a Palazzo Chigi anche i ministri Giancarlo Giorgetti (Economia e Finanze), Adolfo Urso (Imprese e Made in Italy), Marina Calderone (Lavoro e Politiche sociali), Raffaele Fitto (Affari europei, Politiche di coesione e Pnrr) e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanbattista Fazzolari.

Nel giro di tavolo con le 24 associazioni delle imprese i temi e le proposte sottoposte al governo sono a 360 gradi. Dall’apprezzamento per le misure approvate con il decreto aiuti Quater al pressing perché vengano potenziate, alla richiesta di intervenire per sbloccare i crediti d’imposta (come per il Superbonus e per le compensazioni sui costi energetici) incagliati nei cassetti fiscali delle imprese, alla revisione del Reddito di cittadinanza con il potenziamento delle politiche attive del lavoro, alle pensioni con l’attenzione a salvaguardare i conti pubblici. Fino al ruolo delle banche e all’emergenza liquidità delle imprese che chiedono nuove garanzie pubbliche per facilitare l’accesso al credito. Ci sono anche i consumi, in continua frenata, che impattano negativamente sul commercio e quindi sulla produzione: riportarli a livello pre-pandemico permetterebbe di recuperare 2,3 punti di Pil, stima Confesercenti. Sul tavolo anche le specificità del settore agricoltura. Centrale il Pnrr: il governo, sottolineano, garantisce il metodo del confronto, destinato a diventare periodico, con l’impegno anche ad avviare tavoli specifici sui singoli temi, compreso il Piano nazionale di ripresa e resilienza. La richiesta delle imprese è di una verifica dell’impatto dell’andamento dei prezzi dell’energia e delle materie prime. Le associazioni lasciano Palazzo Chigi spiegando di attendersi, quindi, una convocazione a stretto giro dal ministro Fitto per discutere anche “di possibili modifiche”. Tra i temi sollecitati, inoltre, il costo degli ammortizzatori sociali.

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