Draghi chiede un’azione coraggiosa e pragmatica per favorire innovazione, sostenibilità e competitività europea in uno scenario globale in rapido cambiamento
L’ex presidente del Consiglio italiano e relatore del report europeo sulla competitività, Mario Draghi, ha sollecitato Bruxelles – in occasione della conferenza di alto livello tenutasi a Bruxelles a un anno dalla presentazione del suo rapporto sulla competitività dell’Unione europea – ad adottare misure urgenti in diversi settori chiave per mantenere la competitività dell’Europa. Sul fronte dell’auto, critica gli obiettivi UE sulle emissioni, ormai basati su presupposti superati, e invita a un approccio tecnologicamente neutrale e integrato che consideri infrastrutture, catene di approvvigionamento e carburanti a zero emissioni.
Nel digitale, Draghi chiede una semplificazione radicale del GDPR, responsabile di un aumento dei costi per le imprese e di un freno all’uso dei dati per l’intelligenza artificiale, e una revisione dell’AI Act, proponendo di sospenderne l’applicazione per i sistemi ad alto rischio finché non sarà chiaro il loro reale impatto, puntando su una valutazione ex post.
Sul piano industriale ed economico, critica gli aiuti di Stato che tendono a favorire il protezionismo invece di rafforzare l’industria europea a livello globale, e invoca un uso strategico degli Importanti Progetti di interesse comune europeo (IPCEI) per innovazioni come i piccoli reattori nucleari modulari e la filiera automobilistica a basse emissioni, evidenziando la necessità di investimenti pubblici e privati combinati.
Per l’energia, Draghi sottolinea che la de-carbonizzazione è la via maestra per l’indipendenza europea, ma richiede investimenti più rapidi in reti, interconnessioni e nucleare. Propone inoltre riforme per ridurre rapidamente i prezzi, puntando a migliorare i mercati del gas, separare i prezzi dell’elettricità da quelli del gas e ampliare i contratti a lungo termine per tutte le fonti pulite. Infine, denuncia la burocrazia che rallenta la realizzazione di infrastrutture energetiche cruciali, con metà dei progetti privi di piani d’investimento e lunghi tempi per le autorizzazioni.
OTTO FIORI
