Arriverà oggi in Aula al Senato la legge delega sul salario minimo, un testo profondamente svuotato di contenuti dalla maggioranza, che ha eliminato ogni riferimento esplicito al salario minimo trasformandolo in uno strumento propagandistico senza effetti concreti per i lavoratori. Tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni, che miravano a reintrodurre un salario minimo legale a 9 euro l’ora e a migliorare il provvedimento, sono stati respinti sia in commissione che in Aula.
Le senatrici Pd Susanna Camusso, Sandra Zampa e Ylenia Zambito denunciano un ddl inefficace e dannoso, che lascia invariata la condizione salariale degli italiani, nonostante le promesse in tal senso della maggioranza e del governo dall’inizio della legislatura.
Anche il M5S, con i senatori Mariolina Castellone, Barbara Guidolin e Orfeo Mazzella, critica duramente il testo, sottolineando come la decisione della maggioranza – definita un “colpo di mano” – confermi un approccio ideologico e la scelta della “moderazione salariale”, contro cui proseguirà la mobilitazione parlamentare e sociale.
Il provvedimento, approvato dalla commissione Affari Sociali dello Senato con il voto sul mandato al relatore e senza modifiche significative rispetto al testo di Montecitorio, assegna al Governo una delega in materia di retribuzione e contrattazione collettiva, ma esclude i dipendenti pubblici e non introduce un salario minimo diretto. L’Aula discuterà il ddl tra oggi e domani.
OTTO FIORI