Il governo avrà tempo 6 mesi per emanare i decreti attuativi
Disco verde del Senato – con 78 sì, 52 no e nessun astenuto – alla legge che delega il governo a intervenire in materia di retribuzione dei lavoratori e di contrattazione collettiva.
Già approvato a Montecitorio il 6 dicembre 2023 il provvedimento viene licenziato dal Parlamento in via definitiva. Il testo originario, presentato due anni fa dalle opposizioni, per introdurre il Salario minimo, è stato modificato – con il conseguente annuncio del ritiro delle firme da parte dei proponenti – alla Camera, con un emendamento della maggioranza che ha trasformato la proposta di legge in una delega al governo eliminando il riferimento alla retribuzione minima obbligatoria di 9 euro lordi l’ora.
All’esecutivo spetta il compito di stabilire criteri e parametri di una retribuzione proporzionata e sufficiente – ai sensi dell’articolo 36 della Costituzione – puntando sul rafforzamento della contrattazione collettiva. Il Salario minimo quindi non viene dunque fissato per legge, ma dovrà essere riferito al contratto collettivo nazionale maggiormente applicato. Il governo ha tempo 6 mesi per emanare i decreti attuativi.
