Svolta, nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera, la presentazione del libro “Al centro dell’Aula. Dalla Prima Repubblica a oggi. Dialogo con Paolo Pombeni”
Il volume presenta alcuni tra i discorsi più significativi da lui pronunciati in Parlamento, preceduti da un ampio dialogo con lo storico Paolo Pombeni in cui CASINI ripercorre il suo tragitto, cominciato nella Democrazia cristiana
In prima fila ci sono Ignazio La Russa, Lorenzo Fontana, Gianfranco Fini, Gianni Letta, Mario Monti, Dario Franceschini, Angelino Alfano, Ugo Sposetti, Fabrizio Cicchitto. Volti della politica di ieri e di oggi alla presentazione
del libro di Pier Ferdinando Casini ‘Al centro dell’Aula. Dalla prima Repubblica a oggi. Dialogo con Paolo Pombeni’, nell’auletta dei gruppi di Montecitorio. Casini, ha ricordato Fontana, “ha vissuto il corso di quegli eventi in prima persona, sia da parlamentare sia da Presidente di questa Assemblea nella XIV legislatura”, un “lungo arco temporale caratterizzato da profondi mutamenti, che stanno ancora segnando l’attuale scenario nazionale e internazionale” dopo “la crisi della Prima Repubblica e la dissoluzione dei partiti tradizionali”.
Dopo “C’era una volta la politica” Edizioni Piemme, dello scorso anno, i temi sollevati questa volta vanno dai ricordi della prima Repubblica ai tentativi di riforme costituzionali con la lettura di stralci degli interventi dello stesso Casini durante la bicamerale presieduta al tempo da Massimo d’Alema, letti dal presidente del Senato Ignazio La Russa, il quale coglie l’occasione per stigmatizzare chi demonizza e trasforma “l’avversario in nemico” ricorrendo a “pratiche di delegittimazione”.
Si parla poi delle riforme proposte oggi dal governo come il premierato (“la Meloni – afferma Casini – non è il padrone del paese, è il leader, ma ha i pesi e contrappesi che le democrazie comportano, e quando pesi e contrappesi non sono rispettati, il troppo storpia”) e di Centro (“chi è causa del suo male quando Renzi e Calenda prendono quasi il 10% e poi tutto si disperde e slabbra in litigi”).
Le domande vertono anche sulla legge elettorale e arriva un ‘mea culpa’ sulla cancellazione delle preferenze: “vogliamo fare una riforma per restituire ai cittadini la possibilità di scelta dei propri parlamentari? Noi, Ignazio, Gianfranco, Dario, quando eravamo eletti ci conoscevano tutti, democristiani, socialisti, liberali, comunisti, Sposetti è qui. Oggi nessuno sa più chi sono i parlamentari, sono scelti dai leader”. E, sollecitato, Casini ammette: “abbiamo fatto una cavolata a cancellare le preferenze. sì, l’abbiamo fatta noi, la vita è piena di peccati e di virtù. Non è che chi sta al centro ha solo virtù”. La platea amica, ci sono anche il figlio di Andreotti e i figli di Forlani, applaude. Chissà se l’occasione è davvero un invito alla riflessione sul recupero degli elementi più genuini di una buona politica.
