Si è svolto presso la Sala Matteotti di Palazzo Theodoli, Camera dei deputati, il convegno “Armando Cossutta, un comunista italiano“, appuntamento significativo per commemorare il decennale della scomparsa di una delle figure più emblematiche del comunismo italiano. Moderato dalla figlia Maura, l’evento ha riunito esponenti storici della sinistra italiana in un dibattito che ha intrecciato ricordi personali, analisi storiche e riflessioni sull’attualità politica.
I lavori si sono aperti con il saluto istituzionale di Stefano Vaccari, segretario di presidenza della Camera dei Deputati, che ha delineato Cossutta come “un pezzo di storia del comunismo italiano, fedele ai principi fino in fondo”, evocando il suo ruolo di partigiano nelle Brigate Garibaldi e operaio alla Marelli di Sesto San Giovanni. Luciano Canfora, filologo classico e intellettuale engagé, ha approfondito la difesa cossuttiana della Rivoluzione d’Ottobre contro le “derive revisioniste” berlingueriane, mentre Luciana Castellina ha tracciato un ritratto umano: “Era un comunista coerente, nemico delle scorciatoie ideologiche, sempre ancorato ai valori della classe operaia” – ha detto -. Subito dopo, Rosy Bindi è intervenuta sottolineando, tra le altre cose, la lotta di Cossutta per l’unità progressista: “La sua coerenza resta un monito attuale contro le frammentazioni ideologiche”.
Un momento toccante è stato l’intervento di Carlotta Cossutta, nipote del dirigente, che ha condiviso aneddoti familiari rivelatori: “Mio nonno scambiava telegrammi con Fidel Castro e temeva il fascismo più di ogni cosa, un’eredità che ci ha segnati tutti”. Massimo D’Alema ha chiuso il cerchio collegando il lascito di Cossutta alle urgenze contemporanee: “Il suo pensiero parla ai conflitti di oggi, dal dramma Russia-Ucraina alla questione palestinese, ricordandoci l’importanza dell’unità delle sinistre”.
Contributi come questi contributi hanno reso l’evento non solo commemorativo, ma un vivo confronto su come il “cossuttismo” – opposizione alla svolta della Bolognina, fondazione di Rifondazione Comunista e poi del Pdci, sostegno al governo Prodi – interroghi ancora il panorama politico italiano.
Cossutta emerge da questo ritratto collettivo come un ortodosso irriducibile, che respinse lo scioglimento del PCI sotto Occhetto e la “spinta propulsiva esaurita” della Rivoluzione sovietica proclamata da Berlinguer, preferendo una linea dura di fedeltà al marxismo-leninismo. L’evento, coprendo temi dall’antifascismo alla globalizzazione delle lotte operaie, conferma la perdurante rilevanza del suo modello in un contesto di crisi della sinistra, dove figure come Bersani e D’Alema ne rileggono l’esperienza per tracciare percorsi di ricomposizione.
Otto Fiori
Il video integrale dell’evento
