Tajani a pranzo da Marina Berlusconi, il dinamismo di Forza Italia per la sfida al centro
Le prove d’intesa tra Forza Italia e Carlo Calenda. E le fibrillazioni interne alla Lega, dove si aggira lo spettro della scissione vannacciana. Le frizioni sull’incontro del leader del Carroccio Matteo Salvini con l’estremista di destra inglese Tommy Robinson. E la partita sulla presidenza della Consob, ancora tutta da sbloccare. Sono solo alcuni dei fronti aperti in maggioranza, dove la tensione cresce anziché sfumare. Dopo un fine settimana di stoccate a distanza, prosegue il duello tra i vicepremier. “il Partito popolare europeo non ha nulla a che vedere con personalità di questo tipo”, insiste a proposito di Robinson il leader azzurro Antonio Tajani. Che marca ancora le distanze con l’alleato: “Salvini è libero di incontrare chi vuole, io incontro i rappresentanti del Ppe”. Risponde per le rime il segretario leghista, che difende la legittimità dell’incontro con l’attivista inglese e ribadisce: “incontro chi voglio”. Poi si lancia al contrattacco, sottolineando le divergenze “su alcuni fronti” con il vicepremier azzurro.
“Lui ad esempio – affonda Salvini – va d’amore e d’accordo con Calenda, che è pronto per andare a combattere in Ucraina, io preferisco altri compagni di viaggio”. Una reazione pungente, quella del leghista, che arriva dopo il duro intervento nei suoi confronti da parte del leader di Azione all’evento di Forza Italia. Occasione che ha definitivamente aperto il dibattito su una possibile apertura del centrodestra a Calenda. Sul punto insiste lo stesso Tajani, che torna a incontrare Marina Berlusconi a Milano. Un “confronto positivo” – si racconta in ambienti di Forza Italia – che ribadisce l’impegno comune sul referendum sulla giustizia, storica battaglia del Cavaliere. Ma anche un momento per approfondire le valutazioni per un nuovo dinamismo nel partito. L’incontro, in cui Tajani incassa la rinnovata fiducia e il pieno sostegno della famiglia, è servito a fare il punto sul come rilanciare sulle battaglie liberali all’interno della coalizione. “Stiamo rinforzando lo schieramento al centro del centrodestra”, incalza il leader azzurro. Che nei giorni scorsi ha già accelerato sulla “rivoluzione liberale” nel solco di Berlusconi. E l’operazione di rinforzo del centro passa anche attraverso le intese con Azione. A partire dalle Comunali, si precisa da entrambi i fronti. “Si può collaborare a Milano, Roma e Torino, poi si vedrà: se sono rose, fioriranno”, sottolinea Tajani. Mentre dal sindaco Giuseppe Sala monta il pressing per tenere Azione nel centrosinistra, Osvaldo Napoli, dalla segreteria di Azione, puntualizza: “confronto con chiunque rispetti i nostri paletti”. Ma da più parti, in maggioranza, si guarda già alle politiche.
“Mai dire mai”, è il commento evasivo del leader azzurro. Che però non chiude a eventuali accordi. Al momento, in molti escludono l’ipotesi di una presenza di Calenda nella coalizione di centrodestra da presentare agli elettori. Semmai – è il ragionamento proposto da più fonti qualificate in maggioranza – il punto è operare con attenzione sulla soglia di sbarramento della legge elettorale in modo da non ostacolare la corsa in solitaria di Azione, al momento considerata come l’ipotesi più accreditata. “Calenda da solo al centro rosicchierebbe voti al centrosinistra”, è il ragionamento che circola dalle parti di FdI. Dove si sottolinea un buon rapporto con l’ex ministro. Mentre in Forza Italia,favorevole alla svolta proporzionale, non si fa a meno di notare il “nervosismo” della Lega per un possibile allargamento del peso centrista nella futura composizione parlamentare. Che – si ragiona in ambienti della maggioranza – finirebbe per marginalizzare proprio il peso delle posizioni del Carroccio. Intanto, nella Lega non si placano le frizioni interne. il vicesegretario Roberto Vannacci è tornato a negare l’intenzione di creare un suo partito, anche se resta convinto che “lo spazio per un nuovo gruppo ci sia”. E ironizza sulla convention leghista di Roccaraso parlando del suo evento a Parma. “Serata memorabile, mancava solo la Pascale”, scrive. I suoi più vicini raccontano un generale “che non si sente valorizzato nella Lega” e guardano ai prossimi direttivi dell’associazione Mondo al contrario. “Se ci sarà una rottura avverrà a breve o medio termine”, è l’analisi. Mentre si aspetta un nuovo incontro tra Vannacci e Salvini, atteso in settimana, il segretario rilancia la battaglia sul pacchetto sicurezza. E i vannacciani attendono l’assemblea dell’associazione prevista per il 16 febbraio (Ansa).
L.F.
