Oltre 15 milioni di italiani al voto per oltre il 60% dei “No” in molte regioni; il quesito abrogativo boccia la riforma Cartabia-Nordio, con picchi al Sud
L’esito del referendum abrogativo sulla riforma della giustizia ha visto prevalere nettamente il No, con dati definitivi che confermano un’affluenza superiore al quorum in tutto il Paese e percentuali schiaccianti contro la separazione delle carriere dei magistrati. In Sicilia, il No ha superato il 60% dei voti espressi, con oltre un milione e settecentomila siciliani alle urne, secondo i risultati ufficiali resi noti oggi; analogo trend in Campania e Calabria, dove il Sud ha registrato i picchi più alti di contrari.
A livello nazionale, l’affluenza ha sfiorato il 62% in regioni come il Lazio, con Roma che ha visto il No vincente in 14 municipi su 15, mentre solo il Municipio XV (Roma Nord) ha registrato una lieve maggioranza per il Sì al 50,9%. Al Nord, alcune aree come Friuli e Lombardia hanno mostrato consensi più equilibrati per il Sì, ma il dato complessivo premia la conservazione dell’attuale sistema giudiziario.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha definito il quesito “estremamente tecnico” ma trasformato in scontro politico da una campagna “improntata su emotività”, rispettando comunque la volontà popolare espressa con 15 milioni di voti. Dall’opposizione, Alleanza Verdi Sinistra celebra una “vittoria popolare” che boccia il centrodestra, chiedendo dimissioni di figure regionali come Schifani in Sicilia; Nicola Fratoianni invita a fermare riforme come premierato e autonomia differenziata.
Fratelli d’Italia, con Mauro Malaguti, lamenta un'”occasione persa per evolvere l’Italia”, criticando festeggiamenti di alcuni magistrati, mentre dal Pd Chiara Braga esalta la difesa della Costituzione, soprattutto tra giovani e donne. L’Anm emerge rafforzata come interlocutore politico, secondo Nordio, in un clima di dibattito acceso su indipendenza giudiziaria e separazione dei poteri.
Il voto, tenutosi il 22 e 23 marzo, rilancia il confronto istituzionale: proiezioni su Politiche 2027 indicano un centrosinistra al 46% contro il 44% del centrodestra, ma il governo Meloni conferma l’intenzione di proseguire senza elezioni anticipate.
Otto Fiori
