In un panorama politico spesso frammentato tra polarizzazioni sterili e narrazioni estemporanee, emerge la necessità di luoghi che sappiano restituire profondità al pensiero e concretezza all’azione. È in questo solco che si inserirebbe “Comunità Riformista”, una realtà che parte dall’Umbria e non si definisce per ciò che combatte, ma per ciò che intende costruire. Abbiamo incontrato Valeriano Giambitto, Presidente di Comunità Riformista, per comprendere la genesi di questo percorso, il valore strategico del radicamento in Umbria e la sfida di formare una nuova classe dirigente capace di navigare la complessità senza cedere alle lusinghe del populismo
Presidente Giambitto, perché nasce oggi una realtà come Comunità Riformista?
“Comunità Riformista nasce dall’esigenza di colmare un vuoto politico e culturale che negli ultimi anni si è fatto sempre più evidente. Sentiamo la mancanza di uno spazio serio, credibile e strutturato in cui elaborare idee riformiste, pragmatiche e lontane dagli estremismi. Non siamo nati contro qualcuno, ma per ricostruire un metodo e una visione politica basati sulla competenza, sul dialogo e sulla responsabilità”.
Quali sono le vostre radici culturali e politiche?
“Le nostre radici affondano nella tradizione riformista italiana ed europea e intendono tenere insieme la tradizione del cattolicesimo democratico, il socialismo riformista, l’associazionismo laico e le migliori esperienze civiche. Crediamo in una sintesi moderna di queste culture, capace di affrontare le sfide contemporanee senza nostalgie ma con solidità di valori. Il nostro è un approccio inclusivo, che rifiuta le semplificazioni populiste”.
Chi siete oggi, concretamente?
“Siamo amministratori locali, professionisti, giovani, cittadini impegnati che hanno deciso di mettersi insieme per costruire un luogo di confronto stabile. Non siamo un partito, ma un laboratorio politico e culturale che vuole produrre idee, formare classe dirigente e incidere nel dibattito pubblico. Siamo nati lo scorso dicembre ad Assisi, con la partecipazione di esponenti nazionali che hanno aderito al manifesto di Comunità Riformista, tra cui Enzo Maraio, Ernesto Maria Ruffini, Bruno Tabacci e Federico Eligi, a testimonianza della volontà di avviare fin da subito un confronto serio e qualificato”.
Parla di “laboratorio politico”: cosa significa in pratica?
“Significa lavorare sui contenuti prima che sulle alleanze. Approfondire temi come lavoro, sanità, sviluppo territoriale, transizione ecologica e istituzioni con serietà e metodo. Vogliamo creare proposte concrete, non slogan. Il laboratorio è uno spazio aperto, dove si studia, si discute e si costruiscono soluzioni replicabili anche su scala più ampia”.
Quanto conta il radicamento territoriale, in particolare in Umbria?
“È fondamentale. Siamo nati in Umbria e crediamo che i territori siano il punto di partenza di ogni progetto politico credibile. L’Umbria è una regione simbolica, che riflette molte delle contraddizioni e delle opportunità del Paese. Da qui vogliamo partire per dimostrare che un approccio riformista può funzionare davvero”.
Vi considerate un’esperienza locale o avete ambizioni nazionali?
“Siamo profondamente radicati a livello locale, ma con uno sguardo nazionale. Se il nostro metodo funzionerà, potrà diventare un modello replicabile altrove. Non abbiamo ambizioni velleitarie, ma la consapevolezza che l’Italia abbia bisogno di esperienze serie da cui ripartire”.
Qual è oggi, secondo voi, la principale crisi della politica italiana?
“La crisi della credibilità. Troppo spesso la politica è percepita come distante, autoreferenziale e incapace di risolvere i problemi reali. A questo si aggiunge una semplificazione eccessiva del dibattito pubblico. Noi vogliamo riportare complessità, serietà e competenza al centro della politica”.
Che messaggio volete lanciare a chi vi guarda con interesse?
“Che è il momento di partecipare. Non basta criticare: serve costruire. Comunità Riformista è aperta a chiunque voglia impegnarsi con spirito costruttivo, senza pregiudizi ideologici, condividendo i valori che ci ispirano e il metodo che ci siamo dati. Il nostro obiettivo è contribuire a una nuova stagione politica, fatta di responsabilità, visione e concretezza”.
Grazie.
“A voi”.
Otto Fiori

