«In pochi giorni questo Governo ha collezionato quattro errori strategici imperdonabili. L’Europa ha bocciato la richiesta di sospendere l’ETS e il Decreto Bollette ha perso la sua gamba principale: restano 4,6 miliardi di oneri scaricati sui consumatori. E poi ecco il secondo errore: invece di prorogare il carbone al 2038, ritorsione infantile che non abbasserà di un centesimo le bollette, si potevano usare i 10 miliardi già disponibili per ridurle del 9% alle famiglie e del 20% alle PMI, senza violare una sola norma europea», dichiara Sergio Costa, Vicepresidente della Camera dei Deputati.
«Il terzo è il più grave. Con il Decreto fiscale il Governo ha tagliato i crediti d’imposta per la decarbonizzazione industriale, Transizione 4.0 e 5.0: strumenti progettati per l’elettrificazione dei processi produttivi e l’efficienza energetica delle PMI, gli unici che riducono davvero l’esposizione della nostra economia ai rincari fossili. Tagliarli nel pieno di una crisi causata proprio da quella dipendenza è una contraddizione enorme. A questo – ed ecco il quarto errore – si aggiungono 500 milioni bruciati in un taglio delle accise durato venti giorni che gli automobilisti hanno a malapena percepito: risorse più utili per la mobilità elettrica», prosegue Costa. «Quattro provvedimenti, un unico risultato: più fossili, più costi, meno competitività. Questo Governo non ha una strategia energetica, ha una dipendenza da annunci. E mentre a Bruxelles perde credibilità e peso negoziale, a Roma scarica ogni costo sulle famiglie e sulle imprese che dice di voler proteggere», conclude Costa.
