Legge elettorale, per Svp il voto della Camera a giugno è inaccettabile

“Alla ripresa dei lavori della commissione Affari Costituzionali della Camera in ordine alla legge elettorale come SVP intendiamo ribadire quanto affermato nella lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni, al segretario del Pd Matteo Renzi, ed ai presidenti dei gruppi parlamentari del Pd, Luigi Zanda ed Ettore Rosato, inviata a seguito del voto di giugno in Aula alla Camera sulla legge elettorale. L’approvazione dell’emendamento 1.535 in ordine ai collegi uninominali per il Trentino-Alto Adige /Südtirol rimane inaccettabile”. E’ quanto è tornato a ribadire il senatore Karl Zeller, presidente del Gruppo per le Autonomie al Senato, Daniel Alfreider, presidente dei deputati della SVP e delle Minoranze Linguistiche, Arno Kompatscher, presidente della Provincia autonoma di Bolzano e Philipp Achammer, segretario politico della SVP.

In commissione Affari Costituzionali e in Aula – sostengono gli esponenti della SVP – avevamo condiviso e sostenuto l’intesa raggiunta fra noi, Pd, Cinque Stelle, Forza Italia e Lega. Come tutti sappiamo e come è stato più volte affermato sia in sede di commissione che di discussione in Aula, il testo del relatore Fiano non era soggetto ad eventuali modifiche su alcun punto della legge elettorale. Ogni forza politica che ha sostenuto l’accordo in commissione era o avrebbe dovuto essere consapevole della esigenza di rispettare tale vincolo politico in Aula“.

L’accordo raggiunto sul mantenimento dei collegi uninominali per il Trentino-Alto Adige /Südtirol, come previsto dalla legge elettorale vigente -proseguono Zeller, Alfreider, Kompatscher e Achammer- era un punto fermo e imprescindibile di tale intesa. La previsione dei collegi uninominali era dovuta in base a ragioni costituzionali, agli accordi internazionali ed allo Statuto di Autonomia, perché i collegi uninominali erano e restano il modello elettorale che risponde ai principi di garanzia e di tutela dei diversi gruppi linguistici, la cui piena rappresentatività è il fondamento del nostro sistema di convivenza e istituzionale“.

Abbiamo già avuto modo di osservare e di commentare la demagogica strumentalità degli analoghi emendamenti Fraccaro e Biancofiore il cui esito sostanziale penalizza anziché rafforzare tale rappresentatività non solo delle minoranze linguistiche ma anche del gruppo linguistico italiano nella Provincia autonoma di Bolzano e inoltre introduce l´applicazione della soglia del 20% in Regione anche per l´elezione nei colleghi uninominali, mettendo a rischio la rappresentanza delle minoranze linguistiche in Parlamento ponendosi in aperto contrasto con la Carta costituzionale“.

La Corte costituzionale sia nella sentenza n.1/2014 che nella sentenza n.35/2017 nulla ha eccepito in merito all´applicazione del cd. Mattarellum nella sola Regione Trentino-Alto Adige / Südtirol ritenendo quindi tale sistema conforme a Costituzione. L´applicazione del cd. Mattarellum sia per la elezione della Camera dei Deputati che al Senato della Repubblica -affermano Alfreider, Zeller, Kompatscher e Achammer -corrisponde anche all’obiettivo fondamentale indicato dal Capo dello Stato, Sergio Mattarella di rendere i sistemi elettorali di Camera e Senato uniformi“.

Riconfermiamo come per noi sia impossibile condividere un percorso volto a riprendere l’esame in commissione della legge elettorale, sulla base di quanto disposto dall’approvazione dell’emendamento 1.535. il vulnus che si è configurato con il voto in aula a giugno è tale e ha implicazioni così profonde per la nostra Autonomia che – concludono gli esponenti della SVP – la prosecuzione dei lavori in base al testo votato dall´Aula troverebbe la nostra più ferma opposizione e minerebbe la base della nostra collaborazione con l’attuale maggioranza“.

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